La Musica Che Gira in Centro: Albenga diventa città della musica

Shares

Ad Albenga, uno dei pochi salotti culturali italiani dove la musica e gli artisti sono i protagonisti e dove si tiene ogni anno la rassegna “Su la testa” di cui vi ho raccontato qualche tempo fa (Leggi anche “Su la testa: dove nasce la libertà), grazie all’Associazione ZOO e all’amministrazione comunale, si è riusciti a dare una risposta forte e concreta all’apocalisse che il covid ha portato nella musica indipendente italiana: “La Musica che Gira in Centro – Una Notte di Musica“.

Un evento per le strade e le piazze di uno dei tanti bellissimi centri storici d’Italia nel rispetto delle norme anti Covid e soprattutto della musica vera.

Fin dal pomeriggio le piazzette, anche quelle minuscole e preziose, sono state invase da artisti indipendenti e del territorio.

Gli spettacoli sono stati distribuiti nello spazio per evitare assembramenti creando così una città in musica in cui le vie e le piazze sono state invase dalla cultura italiana.

Organizzazione molto accurata che, per garantire una fruizione ed una accessibilità alle rappresentazioni artistiche, hanno attuato tutte le norme vigenti anti-covid monitorando e contingentando il pubblico.

L’Associazione Zoo e l’azione culturale.

Ancora una volta, tutta l’Associazione Zoo che riesce a compiere un vero e proprio miracolo “costruendo” ogni anno “Su la testa”, è riuscita a creare qualcosa di, ahinoi, anormale per il nostro Paese ma che ha avuto ricadute sociali, culturali, commerciali e di immagine per la città di Albenga che, per un giorno, è stata la città della musica.

Tantissimi sono stati gli artisti che hanno regalato, insieme all’associazione, un momento importante non solo per Albenga ma a tutto il mondo della musica indipendente italiano, quel sottobosco ancora invisibile agli occhi di chi dovrebbe tutelarlo.

Gli artisti che si sono esibiti per La Musica Che Gira in Centro sono stati, Edoardo Chiesa,  Fabio Biale con Ivano Vigo, Federico Sirianni, Susanna Roncallo, NI.CO, PULIN and The Little Miceh, Beppe Trabona, FREY, Roberta Monterosso, VICO 28,Ginez e il bulbo della, Troublemakers, The LondonPride, Bobby Soul e il concerto finale della giornata ha visto protagonista i Gnu Quartet.

Ancora una volta, si è anche dimostrato che il mainstream, sempre più ripetitivo e stantio, è stato sopraffatto dall autenticità dell’arte di chi possiamo definire “artigiano della musica”.

Se solo l’iniziativa dell’Associazione Zoo che ha visto la luce attraverso la concessione degli spazi della città di Albenga grazie alla sua amministrazione fosse replicata tra le strade e le piazze delle città italiane, si potrebbe creare non solo qualcosa di virtuoso per aspetto sociale, commerciale ed economico del territorio ma potrebbe risvegliare quella curiosità sopita ed educare la gente alla bellezza.

Teoria stramba? Intanto ad Albenga hanno dimostrato cosa si può realmente fare investendo seriamente nella cultura con una visione a lungo termine per il territorio italiano.

Oggi per esempio il turismo è sempre più votato all’esperienza, gli eventi delle città devono rappresentare l’Italia e il territorio di riferimento. Devono costituire esperienza per chi sta visitando il nostro splendido paese.

La gente accorre ai concerti sulle montagne, nei parchi ed è accorsa festosa anche all’evento di Albenga riempiendo ordinatamente ogni angolo della città, sentendosi sicura e accolta da tanta musica originale. Gli spettacoli pomeridiani hanno lasciato spazio all’accompagnamento della sera e infine al concerto finale degli ispiratissimi Gnu Quartet che hanno illuminato la notte con un tributo rock a Niccolò Paganini. 

La dichiarazione di Davide Geddo dell’Associazione ZOO

Ecco le dichiarazioni di Davide Geddo, cantautore che si impegna anche con l’Associazione Zoo a difesa della musica indipendente di qualità. L’associazione Zoo è ideatrice di “Su la testa”, Festival dedicato alla musica d’autore che ha creato prima uno spazio e poi animato, negli anni un comune di 24 mila abitanti come Albenga che ogni anno, a dicembre, diventa il motore sociale, culturale ed economico del paese ligure.

“I nostri centri storici hanno bisogno della musica adatta, abbiamo visto la meraviglia negli occhi degli abitanti del centro storico che da sempre curano con amore i propri angoli di caruggio nel vedere valorizzati i propri sforzi dalle esibizioni acustiche e preziose di Susanna Roncallo o Fabio Biale; lo stupore dei turisti nello scorgere e poi scoprire nella nascosta Piazza San Siro le acrobazie della parola di Federico Sirianni e le atmosfere di un ispirato Edoardo Chiesa finalmente di nuovo sulle scene. Un’attenzione mai mancata da parte dello ZOO per la musica femminile ha riservato forse uno degli angoli più belli di Albenga, la magnifica Piazzetta dei Leoni, a due leonesse della musica indipendente come Ni.CO e Frey.

Il pomeriggio ha poi ceduto alla sera e il ritmo si è fatto più scatenato e, mentre tutti i ristoranti e i locali registravano il sold out, Ginez e il bulbo della ventola, Roberta Monterosso e un Bobby Soul in grande spolvero tiravano la volata. La gente vuole interagire con l’arte; spende anche qualche soldo per mangiare e bere bene ma non ha più voglia di farsi prendere in giro in uno spiazzo riadattato da Token o altre diavolerie create apposta per inchiappettare la gente. L’atmosfera che si à creata è stata unica e coinvolgente ed è quello che le persone vogliono.”

In un anno nero come non mai per la musica e per il settore cultura, capace di smuovere non solo a livello sociale ma anche economico, “La musica che gira in centro” diventa più di una semplice speranza non solo per gli artisti e i musicisti ma soprattutto per i centri abitati che vogliono fortemente una scelta culturale che non muore tra le quattro mura di un museo o in un percorso turistico-commerciale.

Salvatore Imperio

Salvatore Imperio, nato a Foggia il 14 Luglio 1982, appassionato di musica, Digital Journalism e social media. Blogger, fonda il sito di informazione dedicato esclusivamente alla musica indipendente “MIE Musica Italiana Emergente” in cui, insieme ad altri appassionati e ricercatori di musica, si occupa di raccontare e informare del vero fermento che la musica italiana sta vivendo. “La musica mi ha già salvato più di una volta e io non posso che raccontarla alla gente” questa è la visione che Salvatore Imperio ha in mente perché “non si può vivere di tormentoni e canzoni che non dicono niente”. Diplomato in Informatica, è iscritto al corso “Culture digitali e della comunicazione” del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top