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L’anno (scolastico) che verrà: la poesia di Rodari reinterpretata dai bambini

Due minuti, otto bambini dal Salento, in Puglia, e una poesia, per rammentare a un Paese intero che si è pensato a tante cose: all’economia, al campionato, ai voli Alitalia, ma dell’istruzione non ci sono ancora regole e norme per il prossimo anno.

L’ anno scolastico che verrà

Con una piccola modifica nel titolo, la poesia L’anno nuovo è diventata il video L’anno (scolastico) che verrà. Nato dall’iniziativa di un gruppo di mamme, capitanate da mamma Virginia Panzera, e attraverso il montaggio di Stelvio Attanasi, è stato lanciato sui social un video che  è stato subito condiviso da centinaia di genitori, maestri, dirigenti, nonni e gente comune, tutti toccati nel profondo dai visi dolci dei bimbi ma soprattutto per la chiarezza con cui  Andrea, Virginia, Jacopo, Lavinia, Domenico, Maria, Giorgio e Angelica hanno interpretato il forte messaggio.

Il Video

La scuola non va lasciata indietro“, è questo il punto su cui si soffermano gli otto bimbi che hanno deciso di recitare una poesia del Rodari. L’anno scolastico che verrà non ha ancora regole precise, norme da rispettare, ma è atteso con grandi speranze dalle famiglie, e soprattutto dai più piccoli, che hanno voglia di ritrovare i propri compagni e abbracciarli.

Il messaggio semplice e diretto della poesia

“Indovinami, indovino, tu che leggi nel destino: la scuola a settembre riaprirà? Sì, no o metà e metà? Poi non è bello star soli nella stanza, Perché degli amici sentiamo la mancanza”. Chissà cosa avrebbe scritto oggi, a proposito di questi tempi di lockdown, il più celebre autore italiano per l’infanzia. Il messaggio lanciato dai bimbi, chiaro, semplice e diretto, lanciato sui social, ha avuto tante condivisioni. Nelle affermazioni dei bimbi, si stanno riconoscendo tanti altri bambini e tanti altri genitori, di tutta Italia.


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