Si attendono le istruzioni dell’INPS. E’ all’istituto di previdenza sociale, infatti, che è stata affidata la gestione dell’Incentivo Occupazione Mezzogiorno 2018.

L’accesso al beneficio è consentito nei limiti di spesa previsti (ad oggi 200 milioni di euro destinati ad essere comunque incrementati) e nel rispetto delle regole comunitarie in materia di aiuti di Stato.

L’Incentivo occupazione Mezzogiorno, attivo dal 1° gennaio 2018 per l’intero anno, e in sostanziale continuità con l’Incentivo occupazione Sud del 2017, riguarda le seguenti categorie:
lavoratori e lavoratrici di età compresa tra i 16 anni e 34 anni di età;
lavoratori e lavoratrici con 35 anni di età e oltre, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

L’incentivo, la cui attuazione è demandata all’Inps, riguarda le regioni Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e prevede sgravi dei contributi a carico dei datori di lavoro privati, da fruire mediante conguaglio sui contributi Inps. L’incentivo è cumulabile con l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile.

Sono ammessi all’incentivo solo ed esclusivamente i rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, anche qualora si tratti di socio lavoratore di cooperativa e i rapporti di apprendistato professionalizzante sia a tempo pieno che a tempo parziale.
Si aggiungono i rapporti di lavoro a termine trasformati a tempo indeterminato; mentre sono esclusi dalle norme in esame i rapporti di lavoro domestico, occasionale o intermittente.
Esclusi, il contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione il secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore nonchè il contratto di apprendistato di alta formazione e di ricerca.