Lo chef della “Prova del Cuoco” denuncia il pizzo. E al processo scoppia bagarre

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Non si dà pace, sulla sua sedia a rotelle, Vincenzo Rao. Suo padre Giovanni è stato accusato dallo chef  Natale Giunta, noto per aver vinto la ”Prova del cuoco” di Antonella Clerici, di avergli chiesto il pizzo. Al termine dell’udienza del processo, secondo i parenti di Rao e dell’altro imputato, Maurizio Lucchese, c’è stata l’ennesima ingiustizia di “un processo-farsa“.

Le urla dei familiari sono scoppiate appena il giudice ha rinviato il processo per le discussioni. Sono partiti insulti nei confronti del collegio, del pm, di Natale Giunta e degli avvocati di Addiopizzo. Lo chef e l’associazione, sono rei, secondo i parenti degli imputati, “di volersi fare pubblicità e soldi” accusando i loro congiunti.

Vincenzo Rao, disabile dopo un incidente, ha prima preso a pugni le porte dell’aula e poi si è gettato a terra. Qualcuno ha fatto volare una delle panche di legno del tribunale, mentre la figlia di Rao è svenuta. Così è scoppiata una rissa con i carabinieri che hanno cercato di calmare gli animi. “Se mio padre avesse fatto qualcosa allora dovrebbe pagare, ma noi sappiamo che non ha fatto niente – urla nei corridoi del Tribunale – Ci ha fatto segno, prima di uscire dell’aula, che si vuole uccidere. E’ innocente, vuole uscire. Si vede che il giudice è prevenuto, la prova del telefono non è stata accettata (i difensori avevano chiesto l’esame delle celle telefoniche ndr). La legge non è uguale per tutti, è uguale solo per loro. Giunta ha detto bugie perché aveva molti debiti e voleva farsi un’ottima reputazione“.

Vincenzo e la madre ribadiscono di non avere bisogno dei soldi delle estorsioni. “Che bisogno dovevamo avere dei duemila euro di Giunta? – dice Vincenzo Rao – Io ho preso un milione di euro dall’assicurazione per il mio incidente. Glieli do io i soldi a Giunta… Vogliamo che venga a galla la verità. Chiediamo a Giunta, che mio padre non aveva mai visto, di farsi venire uno scrupolo di coscienza. Sta rovinando la nostra famiglia“.

Vincenzo, che è stato poi portato in ospedale per un malore, ha un fratello e tre sorelle. Chiedono giustizia anche i parenti di Lucchese, che oggi durante il confronto con Giunta ha ribadito la sua innocenza. “Giunta è un falso – ha detto la moglie Anna Puccio – mi può denunciare se vuole, io continuerò a dirlo fino alla fine, fino alla morte. Quello che hanno fatto oggi non è stato un confronto reale, è stata l’ennesima buffonata. Questo cuoco ci ha rovinato le famiglie, si è fatto i soldi, si è fatto pubblicità, mentre noi abbiamo dovuto chiudere l’autonoleggio perché da noi non ci viene più nessuno. E poi questi di Addiopizzo? Noi pure siamo ‘addiopizzo’, siamo onesti, non abbiamo fatto niente“.

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