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Made in Bangladesh. Benetton, Zara e Gap firmano accordo per la sicurezza

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Sicurezza sul lavoro

Diverse grandi aziende tessili e di distribuzione dell’abbigliamento mondiali, fra cui l’italiana Benetton, la spagnola Zara, la statunitense Gap, la svedese H&M, la britannica Marks&Spencer, hanno espresso l’intenzione di aderire a un protocollo proposto dai sindacati dei lavoratori per una maggiore tutela dei lavoratori, sulla scia del crollo del Rana Palace in Bangladesh, stipato di fabbriche tessili, con le sue 1.127 vittime ufficiali.

IndustriALL, che rappresenta 50 milioni di lavoratori in 140 Paesi, e UNI Global Union (20 milioni di iscritti) hanno proposto l’accordo a tutela dei lavoratori tessili in Bangladesh fin dal 2012.

Esso prevede, fra l’altro, la figura di un “ispettore capo”, indipendente tanto dalle aziende quanto dagli operai incaricato di ispezioni sulla sicurezza sul lavoro e sui regolamenti e il cui operato sia “credibile ed efficace”. I due grandi sindacati avevano fissato al 15 maggio la scadenza per l’adesione delle imprese al protocollo.

“L’accordo, promosso promosso da IndustriALL e UNI Global, prevede per i prossimi cinque anni l’adozione di misure – ispezioni, progetti di training e investimenti – che porteranno concretamente a garantire anche la sicurezza degli edifici dove operano produttori bengalesi del settore, sia in termini di solidità strutturale sia in termini di sicurezza antincendio”, scrive oggi in una nota Benetton.

In seguito ai tragici eventi legati al crollo del Rana Plaza Building di Dacca, abbiamo deciso, come preannunciato pochi giorni fa, di essere in prima linea in uno sforzo condiviso da tutte le aziende per contribuire a migliorare in modo significativo e definitivo le condizioni di sicurezza e di lavoro dei lavoratori impiegati nel settore tessile in Bangladesh”, si legge ancora nel comunicato del gruppo tessile italiano.

“Il conto alla rovescia (per aderire) è stato lanciato per società come Gap e (la francese) Carrefour affiché dimostrino la loro preoccupazione riguardo alla manodopera che impiegano in Bangladesh”, ha scritto il segretario generale del sindacato Uni, Philip Jennings. A fronte dell’adesione annunciata da Gap, la catena di supermercati Carrefour (proprietaria del marchio Tex) ha annunciato di star esaminando l’accordo.

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