Mazzarri e Cavani. Napoli attende il loro destino

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Mazzarri e Cavani

De Laurentiis… Il trio è sempre lo stesso ed anche la musica non cambia. Il tecnico non deflette, non si sposta di un millimetro. Sono mesi che va dicendo che deciderà e renderà noto il suo destino solo dopo la fine del campionato e così sarà. Martedì, salvo sorprese che nel mondo del calcio possono sempre fare irruzione sulla scena, i due si incontreranno e si alzeranno i veli. Anche se il destino del tecnico livornese lontano da Napoli sembra essere ormai segnato.

Più lunghi sono sicuramente i tempi che riguardano la soluzione del caso-Cavani. Per il momento nessuno si è fatto avanti ma è probabile che presto le grandi e ricche società europee busseranno alla porta del Napoli per chiedere informazioni sul Matador. L’altra sera, dopo la cena con la squadra, il presidente ha incontrato alcuni tifosi, intercettato anche dal sito www.napolimagazine.com.

Non ha dato notizie nuove, però, ha fatto chiaramente intendere come la pensa sul futuro del Napoli nel suo complesso e su quello di Mazzarri e cavani in particolare.
“Mazzarri? Deve decidere lui” – ha spiegato De Laurentiis. “Faccio un discorso – ha aggiunto – che vale per i giocatori e gli allenatori. Ci sono certi giocatori che sono giocatori del Napoli, perché amano Napoli e ce l’hanno nel DNA, per questo motivo te li tieni fino alla fine. Ma ci sono anche dei giocatori che non gliene frega niente del Napoli”.

Non meno chiaro il suo intervento su Cavani, in risposta ad una domanda se accetterebbe altri calciatori a parziale conguaglio della clausola rescissoria.

“Se è un giocatore gagliardo – ha detto il presidente – lo calcoliamo, altrimenti non se ne fa nulla”.

“Cavani – ha concluso – ha una clausola rescissoria: se viene qualcuno che paga la clausola e la destinazione sta bene al calciatore non possiamo dire di no, perché i contratti sono contratti, noi siamo persone perbene e li rispettiamo”. Ai tifosi che chiedevano a gran voce lo scudetto il presidente ha risposto: “Buoni con lo scudetto, fino a 9 anni fa la società era fallita…”. “Io sono fiero di essere arrivato secondo – ha ancora detto – così come sono stato fiero di essere arrivato terzo, così come sono fiero di aver detto che nei primi dieci anni, che non sono ancora finiti, avremmo fatto cose grandi e le abbiamo fatte.

Quest’anno cerchiamo di vedere come si fa la semina giusta per fare i prossimi 5 anni da gran cazzuti. Quando il Napoli tornò in serie A nella classifica dei club era al 523 posto. Poi siamo arrivati al 40 posto ed oggi siamo la 13.ma squadra del mondo. Non abbiamo un euro di debito e siamo tra i 3-4 club che contano nel mondo. Platini ci guarda, quell’altro ci guarda… Abbiamo i tifosi migliori del mondo.

Da noi i razzisti non ci sono”. Un ultimo pensiero va alla Juventus quando al presidente chiedono se alle vittorie dei bianconeri lui non ‘rosichi’ un po’. “La Juve vince? Secondo me – risponde De Laurentiis – perde. Perché vincere buttando i soldi dalla finestra e fregandosene del fair play finanziario… Chi non lo rispetterà, tra 2 anni, non potrà disputare le Coppe. Io sto aspettando, perché voglio capire.

O lo levano e allora ci divertiamo oppure lo devono rispettare e in tal caso ci divertiamo lo stesso, perché noi siamo allenati mentre gli altri non sono allenati”. I napoletani vogliono lo scudetto. Per De Laurentiis non deve essere una preoccupazione. “Vi dovete preoccupare di una cosa sola – conclude – né di Cavani né di Mazzarri. Vi dovete preoccupare soltanto che il signor Aurelio De Laurentiis non se ne vada.

Ma di questo non dovete preoccuparvi, perché io amo Napoli”

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