Musica e scrittura per i detenuti. L’idea della casa circondariale di Lecce

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L’attività trattamentale è strumento irrinunciabile per la rieducazione del condannato e per il suo futuro reinserimento sociale: corsi come questi sono fondamentali per stimolare la socialità all’interno delle carceri”. Patrizio Gonnella, presidente di Antigone onlus, associazione che da oltre venti anni è impegnata nella difesa dei diritti dei detenuti, sintetizza così  “Storie d’amore e libertà”, il progetto formativo voluto all’interno della Casa Circondariale Borgo San Nicola di Lecce.

Nato in collaborazione con l’associazione culturale leccese Bfake, prevede due corsi dedicati a quindici detenuti. Uno di Street Art rivolto  alla sezione femminile e l’altro di Musica e scrittura creativa per la sezione maschile.

La passione per i diritti e l’impegno civico sono stati fondamentali per spingere il progetto all’interno del carcere leccese, struttura piuttosto grande che ospita circa 1.200 detenuti. L’obiettivo – illustrano dalle associazioni – è quello di creare un vero e proprio spazio neutrale, in cui i detenuti possono sentirsi liberi di esprimersi in discipline che notoriamente migliorano il benessere psicofisico della persona, obiettivo questo alla base della finalità della pena”.

Dopo una serie di proficui incontri con i detenuti all’interno della casa circondariale di Lecce, resi possibili grazie all’entusiasmo dimostrato nei confronti del progetto dal direttore Antonio Fullone, ben due classi composte da  quindici detenuti si stanno confrontando con arte, musica, scrittura e creatività.

A fronte della attività per i detenuti già avviate all’interno del carcere, fra le quali ricordiamo un corso di teatro e i laboratori di sartoria e falegnameria, la scelta di traghettare all’interno della Casa Circondariale due corsi espressamente rivolti all’arte ed alla creatività non è affatto casuale – spiegano ancora -. Grazie al corso di Street Art i partecipanti potranno immediatamente confrontarsi con tutte le moderne tecniche artistiche proprie dell’arte di strada. Graffiti, stencil, disegni e collage, con la guida di insegnanti esperti e la presenza già confermata di ospiti illustri di fama nazionale, diverranno strumenti di libertà e partecipazione mentre, grazie al corso di musica e scrittura creativa, i mille pensieri che affollano la mente di chi vive  all’interno di una cella potranno diventare, nell’ottica di un lavoro coordinato e corale, il testo di un brano rap da scrivere, registrare e condividere”.

Il progetto vede come partner principale il Garante dei diritti dei detenuti, dott. Piero Rossi che ha contribuito alla realizzazione dell’iniziativa. Il corso di Street Art sarà curato da Francesco Ferreri e Ania Kitela, mentre il corso di musica sarà gestito da Ennio Ciotta e Massimo Armenise.

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