Napoli, la rapina con violenza senza senso

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“Siamo all’incredibile. Riesco ancora a sbalordirmi per fatti di cronaca di questa città.”

“Vuol dire che l’assuefazione non è scattata. Eppure ce n’è ben donde.”

“Ho letto dell’aggressione di domenica 24 maggio, al turista canadese a Corso Garibaldi. Un’azione selvaggia.”

“Pover’uomo e povera Napoli.”

“Quattro giovani intorno alla mezzanotte hanno assalito un giovane. Che sia canadese o italiano poco importa. Quello che colpisce è la violenza selvaggia e gratuita di quattro individui. Selvaggia e gratuita. Una malvagità di cui non mi do’ ragione.”

“Ma cosa è successo?”

“Il giovane stava ritornando in un albergo della zona, quando è stato aggredito da questi soggetti. Ciò che non capisco e l’irrazionalità di colpire crudelmente senza motivo. Un uomo, quando quattro persone mostrano un coltello e lo accerchiano, cosa vuoi che faccia? Consegna quello che ha. Invece questi individui lo hanno riempito di calci e pugni fino a farlo sanguinare e a tramorirlo, gli hanno tumefatto un occhio e lo hanno sfregiato il viso con la punta di un coltello.”

“E’ vero, violenza cieca.”

“M’interrogo sul perché. Ciò che  mi colpisce non è dunque la rapina, ma quell’odio che nulla ha a che vedere con una minaccia per ottenere qualcosa. Solo se dentro sei pieno di odio puoi colpire con tale violenza senza che abbia un senso.”

“Più che individui sono bombe umane pronte ad esplodere ciò che hanno dentro.”

“Chi li ha resi tali? L’uso smodato della violenza sta diventando una costante. Questa città è attraversata in alcuni segmenti dalla mancanza di pietà. Ci sono alcuni sentimenti che sono stati anestetizzati. Perché? Quarant’anni fa un’azione di tale crudeltà per sottrarre un portafoglio o altro, era inimmagibile. Cosa è intervenuto?”

“Si è rotto un argine.”

“Ormai le inibizioni sono scomparse. Proprio come avviene nelle guerre. Ma qui non siamo in guerra. Trovo tutto molto strano. Comunque le forze dell’ordine in un paio di ore hanno arrestato gli aggressori.”

“Una consolazione, ma il tuo quesito rimane. Perché tale violenza?”

“Non riesco a darmi una risposta. Dare la colpa all’uso della cocaina e fuorviante. Ma quando condanniamo le bestialità commesse da altri popoli, non dimentichiamo cosa succede qui in Italia.”

“Infatti anche i giovani che cercano di bruciare i barboni, in altre parti d’Italia, sono la stessa faccia del fenomeno.”

“C’è una violenza gratuita e montante che circola, sopratutto nei giovani.”

“L’importante è avvicinarsi ad una comprensione. Il dovere di una società moderna è quello di intercettare i fenomeni all’origine e porvi un rimedio. E non quello di passare il tempo nell’inorridire solo per ciò che succede in casa di altri.”

Gianvito Pizzi

Gianvito Pizzi, filosofo, scrittore, storico, studioso di psicanalisi, ha dedicato l’intera vita agli studi. Collaboratore per decenni di riviste specializzate, si è occupato in particolare dei rapporti tra psicanalisi e filosofia, Medievalismo e Questione Meridionale. Nato a Napoli, ha vissuto sino a vent’anni in un paese dell’appennino sub-dauno: S. Bartolomeo in Galdo (Bn). Twitter: https://twitter.com/gianvito_pizzi

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