Napoli, l’allarme dei pediatri: “La moda degli overboard porta sedentarietà”

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Overboard

La moda della pedana ‘overboard’ fra i ragazzi fa crescere l’allarme sedentarietà. A lanciare l’allarme è la Fimp (Federazione italiana medici pediatri) di Napoli. “I bambini – tuona il pediatra Antonio D’Avino, segretario provinciale della Fimp – non camminano neanche più. E se le cose non cambieranno, nei prossimi anni ne pagheremo le conseguenze”.
Molti giovani campani – segnalano gli esperti – manifestano quelli che, banalizzando, in molti definiscono problemi adolescenziali: sentimenti che in realtà rischiano di sfociare in veri e propri disturbi della personalità. “I maggiori problemi, per molti di questi giovanissimi, stanno arrivando dai social network e dai videogame”, spiega lo psicologo Diego De Luca, esperto in dipendenze comportamentali.

Videogame e social network sembra siano sempre più un problema, anziché una risorsa, anche negli adulti. “Molti pazienti – prosegue De Luca – non riuscendo a trovare adeguate soddisfazioni o interazioni positive nella vita reale, si perdono nel mondo virtuale. Ottenere dei like o, al contrario, non riuscire ad affermare la propria visibilità sui social diventa fonte di ansie e angosce. E il Natale, purtroppo, non fa che alimentare questi sentimenti che spesso si canalizzano in una sensazione di inadeguatezza”.

Fenomeno correlato all’abuso delle nuove tecnologie, che preoccupa i pediatri di famiglia della Fimp, è la completa mancanza di attività fisica. “Bambini anche molto giovani – riferisce D’Avino – arrivano nei nostri studi in condizioni fisiche preoccupanti. Sono bambini in sovrappeso, che trascorrono la maggior parte del tempo seduti a una consolle e che addirittura ora non camminano neanche più, perché preferiscono usare gli overboard”.

Proprio su quest’ultima moda l’esperto lancia un allarme: “Mi rendo conto che per un genitore moderno non è semplice negare ai propri figli una consolle di gioco o uno di questi overboard, ma almeno è importante dare delle regole d’uso. Evitare di posizionare la tv nella camera da letto dei figli, limitare l’impiego al massimo a 2 ore al giorno e spingere i ragazzi verso qualcosa di più sano”.

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