Resto al Sud per raccontare tutta la mia verità

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Il Sopravvissuto

La mia vita professionale è sempre stata accompagnata da silenzi e solitudine, tant’è che qualcuno mi definì un “orso”. Ma era il mio carattere taciturno, era il modo di non apparire, di non essere al centro delle attenzioni e mai e poi mai ho vantato meriti e conoscenze altolocate per avere visibilità.

A me non piacevano le pupiate e non piaceva perdere tempo in sterili chiacchiere, solo perché non mi piaceva parlare, ma anche perché avevo altro a cui pensare. Le indagini! E, difficilmente mi lasciavo coinvolgere emotivamente, nemmeno per la perdita delle persone più care.

Tutti si sfogavano con pianti liberatori, io invece ero lì, zitto, silente con un volto pietrificato. Il crepitio della raffica di mitra, sparata da un collega a 20 centimetri dalla mia testa non mi fece neanche sobbalzare. Ho tenuto sempre nascosti pure i sentimenti, così come le emozioni. E mi sono meravigliato quando, nel salutare una giovane donna, le diedi un casto bacio sulla guancia: non era mai accaduto prima.

Qualcosa è cambiato; un cambiamento radicale di cui ringrazio la signora Agnese, moglie di Paolo Borsellino. Tutto è nato da un articolo che ho letto su un giornale online. La signora Agnese raccontava gli ultimi giorni del marito e di come era “preoccupato”.

Quella lettera mi toccò profondamente e risposi con una lettera “aperta” pregando il giornale di pubblicarla. Il cronista che ricevette la mia mail, giustamente diffidente, fece le indagini per accertare se l’autore della risposta alla signora Agnese fossi davvero io. S’informò alla Mobile di Palermo: Pippo Giordano esisteva davvero. Quel giovane giornalista, mai conosciuto prima, si chiama Andrea Cottone. Tra noi nacque un’amicizia fatta di poche parole, anzi di mille silenzi, che mi hanno convinto di affidargli i miei racconti.

Così è nato il libro Il Sopravvissuto.

Qualche giorno dopo la pubblicazione della mia risposta alla signora Agnese, conobbi un altro siciliano Walter Giannò: all’epoca collaborava con un prestigioso giornale online e non era giornalista, curava la pagina dei blog.

Walter è stato e lo è ancora oggi, tramite Resto al Sud, il megafono dei miei racconti, delle mie opinioni e pensieri e se oggi posso dire di aver scritto oltre centinaia di post, devo ringraziare Walter.

Grazie alla signora Agnese Borsellino, Andrea Cottone e Walter Giannò ho potuto farmi ascoltare in cinque anni, da oltre diecimila studenti e alunni.

Con la signora Agnese, che non ho avuto l’onore di stringerle la mano, non è potuta nascere un’amicizia, ma con Andrea e Walter sì: l‘amicizia dopo i miei silenzi!

Pippo Giordano

Palermitano, ispettore della Dia in pensione. Ha collaborato con il giudice Paolo Borsellino fino al 17 luglio 1992, due giorni prima della Strage di via D'Amelio.

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