Dare all’espressione “Suca” la legittimità che gli spetta, in quanto segno in grado di significare sfumature diverse – e tuttavia coerenti tra loro – della cultura siciliana. E’ l’ambizioso e originale progetto che si concretizza in “800A. Storie di un esclamativo poetico”, edito da Qanat.

Un libro che riunisce saggi sull’antropologia del ‘suca’ e raccoglie anche brevi racconti, che va ad affiancarsi alla tesi di Alessandra Agola (“S-Word. Segni urbani e writing”), che tanto clamore mediatico aveva provocato.

Quell’esclamativo è nient’altro che una espressione capace di varcare i confini dell’isola. E che viene spiegato anche definendo l’acronimo: Simpatica Unica Comunicazione Antropologica.
Queste pagine – che raccolgono scritti di diversi autori siciliani come Fulvio Abbate, Daniele Billitteri, Rosamaria Carini, Lollo Franco, Lucio Luca, Alessia Randazzo, Gianni Nanfa e molti altri – vogliono essere un punto di partenza per l’analisi di questo fenomeno, anche e soprattutto a livello accademico, cercando di penetrare a un livello sempre più profondo, individuandone tutte le sfumature e considerando che abbraccia ambiti, dalla semiotica alla sociolinguistica, dal marketing alla psicologia comportamentale.