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L’isola di Budelli adesso è privata, ma lo Stato la vuole ricomprare. Legambiente: “sarebbe un errore”

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L‘isola di Budelli, il ‘gioiello’ della natura nel parco de La Maddalena, spacca sempre di più il mondo ambientalista.

La ‘battaglia’, già aperta da qualche giorno, si giocherà in commissione Bilancio alla Camera con l’esame degli emendamenti alla Legge di Stabilità. Da un lato Sel e Movimento 5 stelle chiedono che l’isola ritorni ad essere “bene pubblico”, dall’altro un emendamento del Pd elimina la possibilità del riacquisto di Budelli, con Legambiente che rincara la dose, parla di “prelazione dannosa”, ricordando che Federparchi e il Fai condividono questa posizione.

La querelle, che va avanti da alcuni giorni, è iniziata con l’approvazione di un emendamento del Pd al testo della Legge di Stabilità approvato in commissione Ambiente alla Camera che, sostanzialmente, la lascia in mano ‘privata’ e prevede lo spostamento delle risorse destinate alla prelazione alle bonifiche de La Maddalena e alle aree marine.

A Palazzo Madama invece, con un emendamento che aveva trovato ampio consenso, era stato inserito il diritto di prelazione da parte dello Stato. L’isola è stata infatti acquistata all’asta da parte di un uomo d’affari neozelandese per quasi 3 milioni di euro, dopo il fallimento della società che ne era proprietaria. Ma Sel e Movimento 5 stelle non ci stanno e chiedono che venga confermato il testo del Senato.

“Troviamo incomprensibile l’atteggiamento di una parte del Pd – osserva il capogruppo di Sel alla Camera, Gennaro Migliore -. Speriamo che in commissione Bilancio cambi posizione. Per noi è un investimento”. Per Massimo De Rosa, deputato del M5s, “il Pd si rivela ancora una volta multifaccia. Riacquisire l’Isola costa metà di quanto si spende per un’ala di un F35. Riteniamo fondamentale che lo Stato abbia la proprietà di un bene pubblico”.

L’onda che supporta la riacquisizione di Budelli è legata anche alla petizione popolare (quasi 100.000 firme) lanciata su ‘change.org’ dall’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio: “Il problema – spiega quest’ultimo – non è la tutela ma è l’interesse dello Stato. Non far fare la prelazione allo Stato significa fare un regalo ad un privato. E’ il parco che chiede il diritto di prelazione (che può esercitare entro l’8 gennaio, ndr). La domanda è se il Parlamento sta con il banchiere che l’ha acquistata o con l’ente dello Stato”. A questo, Legambiente risponde con una lettera aperta indirizzata ai componenti della commissione Bilancio: “Il diritto di prelazione che lo Stato vuole esercitare sull’isola Budelli è una scelta inutile e dannosa”. Inoltre “ancora una volta questa non è la strada giusta da seguire”, dal momento che “non è la proprietà del bene che ne garantisce la tutela, ma i vincoli che lo Stato riesce ad apporre”.

Con Legambiente si sono schierati anche Federparchi, l’associazione che riunisce i parchi italiani, e il presidente del Fai, Andrea Carandini. Ma anche nelle due associazioni si sono manifestati dei fronti contrari: il presidente del parco de La Maddalena, Giuseppe Bonanno e il presidente onorario del Fai, Giulia Maria Crespi, spingono infatti per la riacquisizione.

E a complicare le cose potrebbe esserci anche la posizione che assumerà la neoresponsabile dell’Ambiente Pd Chiara Braga.

Intanto in attesa dell’esame degli emendamenti, il profilo twitter del presidente della commissione Bilancio alla Camera, Francesco Boccia, è stato preso d’assalto con diverse richieste di non lasciare in mani private l’isola.

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