Arsa viva incinta, lascia l’ospedale dopo mesi. 2 giorni dopo vi ritorna

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La storia di Carla Caiazzo commosse l’Italia.

Incinta all’ottavo mese, le venne dato fuoco dal suo compagno.

Una corsa disperata all’ospedale e la costatazione delle sue gravissime condizioni. La creatura venne fatta nascere con un cesareo.

Per lei, con il corpo bruciato al 50%, inizia una lotta tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione del Cardarelli di Napoli. Il terribile gesto era avvenuto a Pozzuoli.

Il primario del reparto disse che aveva il 50% di possibilità di vivere e che comunque avrebbe perso l’aspetto del suo volto. L’autore del gesto venne arrestato.

Dopo mesi le sue condizioni sono migliorate, tanto da scongiurare il pericolo di vita ed iniziare a sperare. In alcune interviste ha raccontato il dramma vissuto. Quegli attimi orribili prima di perdere i sensi.

Qualche giorno fa la buona notizia del ritorno a casa dopo mesi in ospedale. Ha così potuto riabbracciare sua figlia tra le mura domestiche.

Ma tempo due giorni, a causa della difficoltà di medicazione delle ferite, è stato necessario il  nuovo ricovero in ospedale.

Non ce l’ha fatta a stare a casa. Non riusciva nemmeno a tenere in braccio la bambina. E’ stato necessario un nuovo ricovero.

Le sue cure sono costosissime, si parla di numerosi interventi chirurgici da centinaia di migliaia di euro.

Un percorso difficile. Così il suo avvocato nel massimo rispetto della grande dignità della famiglia, e vincendo le loro resistenze, ha aperto anche una sottoscrizione.

Riccardo Trecca

Giornalista e blogger.

Comments (5)

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    domenico

    15 Giugno 2016 - 14:03

    fatemi sapere dove e come poter aiutare questa persona

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      Adele

      16 Giugno 2016 - 11:52

      Ma possibile che una persona debba pagare cifre costosissime per la sua salute, non stiamo parlando di “cure di bellezza”. E’ vergognoso che una persona lesa atrocemente nella sua dignità,nel suo corpo debba preoccuparsi di come e dove procurarsi il denaro per CURARSI, ma ci rendiamo conto che dovrebbe esser lo Stato a preoccuparsi delle VITTIME della violenza, ma questo è uno Stato democratico ?

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    Adele

    16 Giugno 2016 - 11:45

    Ma possibile che sono cure costosissime? Non stiamo parlando di “cure di bellezza” MA DI SALUTE, di DIGNITA’, è vergognoso che lo Stato non protegga una persona che ha subito la più atroce delle violenze, ma di cosa vogliamo parlare? di democrazia, di rispetto ?

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    Adele Zummo

    16 Giugno 2016 - 12:05

    Le sue cure sono costosissime, si parla di numerosi interventi chirurgici da centinaia di migliaia di euro.

    Un percorso difficile. Così il suo avvocato nel massimo rispetto della grande dignità della famiglia, e vincendo le loro resistenze, ha aperto anche una sottoscrizione.

    Questa Donna ha subito una violenza atroce, ora i familiari e lei stessa devono preoccuparsi di raccogliere i soldi per curare le profonde ferite, ma io mi chiedo lo Stato dov’è?. Questa Signora ha il diritto di essere tutelata e aiutata dallo Stato, dalla Sanità, ma scherziamo , allora dove si trova la democrazia, la dignità, Non è un LUSSO essere BRUCIATI, cazzo non era una cura di Bellezza

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    gio'

    16 Giugno 2016 - 18:04

    come fare x essere d’aiuto

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