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Dobbiamo fermare le #infiltrazioni mafiose nel calcio

Sulla vicenda calcioscommesse e infiltrazioni mafiose nel calcio, tornata alla ribalta nei giorni scorsi, ho presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per chiedere:

se il Governo, pur nel rispetto dell’autonomia del CONI, non intenda valutare l’opportunità di commissariare la Federazione italiana giuoco calcio, come già avvenuto in precedenti occasioni;

se il Governo non intenda attivarsi, anche sotto il profilo normativo, al fine di introdurre le opportune modiche alla legge 19 luglio 2007, n. 106, disciplinante la titolarità e il mercato dei diritti di trasmissione.

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione:

 

dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro sono emersi gravissimi fatti legati al malaffare e alla criminalità organizzata che hanno portato all’arresto di vari soggetti tra cui presidenti, allenatori, calciatori, dirigenti, manager ed imprenditori anche esteri;

analogamente alla precedente inchiesta condotta dalla Procura di Cremona nel 2011, l’inchiesta denominata “Dirty Soccer” dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro fa emergere elementi affatto inquietanti con l’infiltrazione delle organizzazioni mafiose nel calcio, settore che non dovrebbe essere considerato criminale;

l’inchiesta che coinvolge, almeno per ora, le serie minori, dalla serie B, fino alla serie D passando per la Lega Pro, mette in luce sistemi e dinamiche che nel corso degli anni, anziché arrestarsi, si sono ingegnerizzate diventando sempre più complesse, senza gli auspicati interventi delle autorità calcistiche. È evidente che tale fenomeno ha incontrato un’ulteriore opportunità nella possibilità di scommettere anche sui dilettanti;

il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), nel commentare lo scandalo emerso grazie all’attività inquirente della Procura di Catanzaro, non ha mancato di rilevare il rischio che attraverso le scommesse la criminalità organizzata riesca a fare grandi affari, senza distinzione tra serie maggiori e serie minori. Proprio con riferimento a queste ultime il presidente Cantone ha rilevato come in esse si creano le condizioni ideali per il malaffare, in quanto caratterizzate da situazioni opache. Il fatto che i calciatori, molto spesso giovani, delle serie minori ricevano stipendi bassi induce gli stessi ad essere corrotti ed introdotti nel sistema delle scommesse truccate che può far guadagnare loro molto denaro;

l’inchiesta della Procura di Catanzaro si intreccia con un’altra vicenda legata al mondo del calcio: il presunto “cartello” tra 2 operatori quali Sky e Mediaset. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), guidata da Pitruzzella, ha aperto un’istruttoria nei confronti delle società Sky Italia, Rti-Mediaset, Infront Italy e della Lega nazionale professionisti di Serie A sull’assegnazione dei diritti televisivi per il Campionato di calcio nel triennio 2015-2018, volta a verificare se siano intervenuti “accordi spartitori” fra Sky e Mediaset. L’oggetto dell’istruttoria dell’AGCM è la possibile sussistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza, in violazione dell’art. 101, comma 1, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, volta eventualmente a “condizionare e alterare” gli esiti della procedura di assegnazione e a escludere i potenziali nuovi entranti, in modo da pregiudicare il commercio intracomunitario;

l’emergere di tali incresciosi fatti hanno spinto anche il Presidente della Repubblica a sollecitare ad intervenire con maggiore “severità e rapidità”, al fine di arginare seriamente ed efficacemente fenomeni che troppo spesso si manifestano tradendo la genuina passione di milioni di italiani che seguono il calcio e danneggiando l’immagine del nostro Paese all’estero,

si chiede di sapere:

se il Governo, pur nel rispetto dell’autonomia del CONI, non intenda valutare l’opportunità, alla luce dei fatti esposti in premessa, di intervenire presso la presidenza dello stesso CONI al fine di verificare la sussistenza delle condizioni di un commissariamento della Federazione italiana giuoco calcio, come già avvenuto in precedenti occasioni;

se il Governo non intenda attivarsi, anche sotto il profilo normativo, al fine di introdurre le opportune modiche alla legge 19 luglio 2007, n. 106, disciplinante la titolarità e il mercato dei diritti di trasmissione.


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