Le 14 industrie del #Sud salvate dal Governo

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Quanto ha fatto l’attuale governo Renzi per il lavoro al Sud? La risposta è in un dossier elaborato da Palazzo Chigi che mette in fila tutte le vertenze aziendali risolte nel periodo 2014-2015. Sono 14 le imprese salvate dall’intervento del Governo.

Ecco un breve dossier riferito al salvataggio e il rilancio di stabilimenti insediati nel Mezzogiorno.

 

ILVA

L’intervento di maggior rilievo è stato il decreto legge del dicembre 2014, poi convertito dal Parlamento con la legge 4 marzo 2015 n. 20, riguardante l’area di Taranto e lo stabilimento siderurgico dell’Ilva, il più grande d’Italia per numero di addetti diretti (11.331), il maggior impianto siderurgico singolo a ciclo integrale d’Europa e perno di vasti settori dell’industria meccanica italiana.

 

Raffineria dell’Eni Refining&Marketing di Gela.

La riconversione della raffineria di Gela – che l’Eni aveva annunciato di voler dismettere – in direzione di prodotti a più alto valore aggiunto, da un lato ha salvato 1.000 posti di lavoro diretti e oltre 2.000 nelle attività dell’indotto – e con essi l’economia di un vasto territorio gravitante sul Comune di Gela – e dall’altro ha consentito di rafforzare le attività di up stream nella zona.

 

Area ex Irisbus a Flumeri in provincia di Avellino in Campania.

Dismessa da 3 anni e mezzo anni dalla Fiat Iveco – che vi aveva prodotto autobus gran turismo – l’area e il suo sito produttivo sono stati rilanciati con la costituzione della Industria Italiana Autobus, con il coinvolgimento del partner cinese King Long Automotive e della BredaMenarini Bus di Bologna ceduta dal Gruppo Finmeccanica. In tal modo si è pervenuti alla realizzazione del più grande polo italiano di manutenzione di varie tipologie di veicoli per il trasporto passeggeri su gomma, salvando 197 posti di lavoro a Bologna e 298 a Flumer

 

Sito dell’industria automobilistica di Termini Imerese in provincia di Palermo.

Dismesso anch’esso dalla Fiat da alcuni anni, e dopo il declino di precedenti progetti per il suo rilancio, per il sito di Termini è stato definito un piano di progressivo rilancio con la produzione di auto ibride e di componentistica grazie all’arrivo della METEC, azienda di rilevanti dimensioni dell’indotto Fiat che con la controllata Blutec ha già avviato le operazioni preliminari per la riattivazione impiantistica dello stabilimento, impegnandosi con un investimento complessivo di 290 milioni alla riassunzione di 800 lavoratori entro il 2018.

 

Nuovo accordo del 3 marzo per il rilancio del Gruppo Natuzzi dopo quello del marzo 2013.

Il suo quartier generale è localizzato a Santeramo in provincia di Bari e dal 1993 la società è quotata alla Borsa di New York. Il nuovo accordo sottoscritto con i Sindacati ai Ministeri dello sviluppo economico e del lavoro, ha ridotto gli esuberi – in un primo accordo del 2013 quantificati in 1.506 unità – a 534 addetti reimpiegabili in nuove iniziative industriali che potranno avvalersi di agevolazioni attinte da un fondo di 140 milioni messo a disposizione a suo tempo dalle Regioni Puglia e Basilicata e dal MISE. L’azienda – il cui organico è fissato in 1.800 unità cui sarà applicato il contratto di solidarietà – investirà 25 milioni per realizzare nuovo modelli.

 

Salvataggio e riconversione dello stabilimento dell’Ansaldo Caldaie a Gioia del Colle in provincia di Bari

Tale stabilimento – che il Gruppo di controllo Sofinter aveva annunciato di voler dismettere dal 1° aprile dell’anno in corso per mancanza di commesse di caldaie eseguibili in logiche di redditività – con l’attiva mediazione del task Force del Mise e dell’allora Viceministro De Vincenti sarà invece riconvertito a produzioni di componentistica per caldaie che l’azienda acquistava da fornitori terzi. Sono stati salvati 197 posti di lavoro – che saranno posti in cigs per il tempo necessario alla riconversione delle linee produttive – mentre la nuova ragione sociale della società diverrà AC Boiler S.p.A.

 

Stabilimento della Bridgestone di Bari con oltre 1.000 addetti.

Il 4 marzo del 2013 ne era stata annunciata la chiusura ‘irrevocabile’ da parte del management nipponico. La mediazione in tale vertenza al tavolo del Mise è stata avviata dal Governo uscente di Mario Monti, ma è giunta a conclusione compiuta con il Governo Renzi e con la sottoscrizione di un contratto di sviluppo che sta rilanciando il sito, dopo un accordo sottoscritto con i sindacati che hanno accettato il ricorso alla cigs, riduzioni salariali e mobilità incentivate per contribuire a salvare lo stabilimento nel quale comunque – al termine del suo processo di riposizionamento competitivo – continuano ad essere occupate 750 unità che producono pneumatici general use.

 

Salvataggio del sito della multinazionale danese Vestas a Taranto produttore di macchine per l’energia eolica di grande potenza e più grande impianto del settore in Italia.

La Vestas che aveva annunciato la dismissione con perdita secca di occupazione di uno dei suoi tre siti di Taranto – in cui lavorano complessivamente circa 600 addetti – pur confermando la chiusura del sito stesso ne ha recuperato gli occupati negli altri due, avviando nuove produzioni più richieste dal mercato.

 

Gruppo Firema produttore di materiale rotabile ferroviario in Campania e a Potenza in Basilicata.

Il Gruppo FIREMA – marchio storico del settore ferroviario in Italia – era in amministrazione controllata da alcuni anni. Il processo di trasferimento ad altra proprietà si è concluso nelle scorse settimane – con il passaggio alla cordata dell’impresa indiana Titagarth e del Gruppo campano Adler, nel pieno rispetto delle procedure previste dalle norme sull’amministrazione straordinaria, e con l’attiva mediazione della Task Force al MISE e con il salvataggio di 400 posti di lavoro.

 

Campania del sito della Ericsson da quest’ultimo alla multinazionale americana Jabil.

Anche questa vertenza si è protratta per lungo tempo ma alla fine, con l’attiva mediazione della task Force e del Sottosegretario De Vincenti, si è conclusa con il trasferimento della proprietà alla multinazionale americana Jabil – già presente nell’area di Caserta con un altro suo stabilimento – e con il salvataggio di oltre 400 posti di lavoro.

 

Lo Sblocca Italia e accelerazione delle estrazioni petrolifere già in corso o possibili nel Mezzogiorno.

Lo sblocca italia con i suoi due articoli ovvero 36 e il 38 ha di fatto accelerato le attività estrattive là dove esse erano già avviate da anni, ma che avevano bisogno di superare una serie di lentezze burocratiche soprattutto a livello locale per poter essere proseguire.

 

Salvaguardia a Napoli, Reggio Calabria e Palermo della AnsaldoBreda e della Ansaldo STS vendute dalla Finmeccanica alla nipponica Hitachi con l’impegno dell’acquirente a conservare tali siti dell’azienda localizzati nel Sud.

 

Rilancio della presenza in Italia della Whirpool in particolare con il salvataggio con una nuova mission produttiva del sito di Carinaro in provincia di Caserta che inizialmente la multinazionale americana avrebbe voluto chiudere. L’accordo è stato sottoscritto a Palazzo Chigi alla presenza del Presidente del Consiglio Renzi.

Giuseppe Lanese

Giornalista professionista, comunicatore e formatore. E' tra i fondatori di Restoalsud e caporedattore della stessa testata. E' responsabile cultura dell’agenzia di stampa nazionale Primapress. Ha curato dal 2009 al 2015 il blog "Parole e Musica" di Repubblica.it. Attualmente scrive e realizza video interviste per Tiscali.it sui temi della cultura e dell'innovazione e, sempre per Tiscali, si occupa del coordinamento nazionale della rete news delle regioni. Collabora con l'Università Telematica Pegaso per il corso di "Comunicazione digitale e Social Media" come cultore della materia ed è responsabile comunicazione dell'Ufficio Scolastico del Molise.

One comment

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    capasso raffaele

    28 Settembre 2015 - 08:36

    e 1 bugia quello dichiarato nei confronti del firema sono rimasti al lavoro 340 persone rmettendoci 115 posti di lavoro nel sito di caserta firmato 1 lavoratore di 53 anni cn 32 anni di stabilimento firema e potete contattarmi mi chiamo capasso raffaele

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