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Non solo Recovery Plan per il Sud

La neo ministra Mara Carfagna, che venerdì scorso ha avuto un incontro in streaming con la commissaria europea Elisa Ferreira. Per ora i segnali sono di sostanziale continuità rispetto al lavoro svolto da Provenzano e dal governo precedente, sia sui fondi 21-27 che su React-Eu su cui il nodo è la parte che andrà alla fiscalità di vantaggio per il Sud.

C’è un’altra partita miliardaria che si gioca tra Commissione Ue, governo e regioni. Riguarda i fondi strutturali Fesr e Fse che per l’Italia ammontano a 41,15 miliardi di euro per il periodo 2021-2027.

l 26 febbraio il Dipartimento per la politica di coesione (Dpcoe) della Presidenza del Consiglio ha presentato alle regioni il riparto delle risorse europee per il periodo 21-27, riequilibrato rispetto alla prima proposta. A guadagnarci di più in termini relativi sono le regioni retrocesse nella categoria delle “meno sviluppate”, Molise e Sardegna che vedranno aumentare le proprie dotazioni rispettivamente a 454 milioni (+258,5%) e a 1,5 miliardi (+134,2%). In forte aumento anche le risorse per l’Abruzzo (512,8 milioni, +48,7%) e per il Lazio (1,84 miliardi, +48,8%). Aumentano le risorse per la Lombardia, +40,2%. Per il Lazio pesa il progressivo calo del Pil nell’ultimo decennio mentre la Lombardia beneficia della dimensioni e della popolazione e del fatto che con l’uscita delle Marche la torta per le regioni più sviluppate viene divisa tra meno regioni.

La dote più ricca sarà della Sicilia (8,32 miliardi, +11,3%) che deve fare i conti però con una capacità di spesa molto bassa.

Provenzano aveva inoltre deciso di ridurre i PON a otto (più uno del Just Transition Fund per Taranto e Sulcis) dagli attuali 12. Ma aveva proposto di riservare loro un terzo dei 41 miliardi, cioè 13,7 miliardi di euro, 600 milioni in più rispetto al 2014-2020. Alle regioni questa suddivisione non sta bene. Contestano il fatto che la riduzione sia solo del numero dei Pon e non delle risorse. A ciò si aggiunge il fatto che le politiche nazionali avranno a disposizione 13,5 miliardi di React-Eu e soprattutto gli oltre 190 miliardi del Recovery Plan. In molti ritengono superfluo (se non dannoso) continuare a dirottare ai ministeri quote consistenti di risorse europee dedicate alle regioni.

Il passo avanti, pur apprezzato, non sembra sufficiente per le regioni che chiedono un taglio di almeno 2 miliardi delle risorse dei Pon. Una posizione che non dispiace a Bruxelles. A decidere, in tempi non molto lunghi, sarà la neo ministra Mara Carfagna. Per ora i segnali sono di sostanziale continuità rispetto al lavoro svolto da Provenzano e dal governo precedente, sia sui fondi 21-27 che su React-Eu su cui il nodo è la parte che andrà alla fiscalità di vantaggio per il Sud.


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