Se l’ente pubblico dimentica le discariche e l’amianto. E spende soldi

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Il documento per certi versi esplosivo è stato redatto alla fine di una riunione tra i rappresentanti dell’ente e le parti sindacali, una riunione che ha infuocato animi e sedie, e che non ha scosso minimamente i vertici dell’ARPA Molise, che anzi continuano a operare come niente fosse, facendo fare ai dipendenti lavori che spesso non gli competono, ma che soprattutto non hanno a che fare con la protezione dell’ambiente cosi come la intendiamo noi comuni mortali di questa regione, ma andiamo con ordine.

I sindacati rimproverano ai vertici dell’ente innanzitutto il fatto che non hanno preteso dalla Regione Molise, un atto risolutivo sulla situazione dell’osservatorio regionale sugli alimenti di origine vegetale, ebbene si, abbiamo un osservatorio del genere e nessun molisano ne è a conoscenza, fatto sta che da quando è nato questo osservatorio, per volontà dell’ex Presidente Iorio e compagni, ha sempre avuto difficoltà economiche, tanto che oggi non ci sono né finanziamenti, né la tanto richiesta stabilizzazione dei dipendenti, e non hanno nemmeno “l’agibilità” in termini di mezzi economici e non, di potersi muovere per effettuare i controlli.

Poi c’è il discorso del tanto sbandierato, sui media locali, risparmio economico dell’ente, risparmio che si è tradotto in una sostanziale riduzione degli interventi sul territorio, caricando di lavoro e responsabilità il personale in sede, il tutto solo per mettere in risalto le capacità imprenditoriali di alcuni dirigenti, i quali sono ormai padroni di lauti guadagni come nel caso dell’attuale Direttore Generale che ha avuto lo stipendio aumentato di tremila euro al mese. Ma non finisce qui, che potrebbe già bastare di per sé a fare una riflessione seria sulla gestione di enti particolari come questo.

C’è anche il fatto che, immaginando una logica aziendalista privata, qualcuno pensava di recuperare questi soldi con attività future che l’ARPA avrebbe potuto fare, rivelando poi tutt’altro, ovvero che tutte queste attività oggi risultano in perdita, e che con ogni probabilità, potrebbero comportare all’ente anche problemi di altra natura, infatti, secondo i bene informati, sono già pendenti alcuni ricorsi fatti da società dell’eolico, in merito alle autorizzazioni concesse. La cosa inquietante però e che in questi mesi sono state annullate, cosi d’ufficio, due figure importantissime dell’Agenzia, il Direttore Tecnico Scientifico e il Direttore Amministrativo, sostituite entrambe le figure, con nomina di “facente funzione”, e che tra l’atro lo stesso regolamento dell’ARPA, all’articolo 9 non prevede, per un motivo molto semplice, più queste figure sono “controllabili” magari con la promessa del rinnovo dell’incarico, più è alta la gestione del potere.

Ma se questo ancora non bastasse, spuntano anche due consulenti senza titoli ed esperienze, e sono due tecnici, già consulenti dell’ARTA Abruzzo, sorella dell’ARPA Molise, pagati con i fondi di un progetto molisano, il progetto SIRA Molise che ha lo scopo di “conseguire i risultati concordati tra Regione Molise e ISPRA con riferimento alle matrici ambientali “Aria” e “Acqua”. Il progetto SIRA Molise, la cui articolazione è descritta in (Molise, 2009), ha lo scopo di rendere disponibile il PFR del Molise nello spazio SINA”, mentre oggi all’ARPA si occupano di autorizzazioni VIA e VAS, senza nessuna esperienza nel settore, e dopo che la stessa ARPA ha costituito già un gruppo di lavoro che si occupa di queste materie, e questo perché l’ARPA non ha mai realizzato il progetto e deve in qualche modo impiegare i due consulenti.

Ma veniamo ai compiti dell’ARPA e a quello che dovrebbe fare, sempre i sindacati denunciano come alcuni servizi non vengono fatti oppure vengono fatti in  maniera molto leggera, e per questo motivo ne chiedono il rafforzamento, tenendo presente che sono attività d’Istituto, e riguardano i rifiuti dove bisogna fare caratterizzazione e analisi per quelli che vanno in discarica, analisi e controllo sul ciclo dei rifiuti ed elaborazione di un piano regionale dei rifiuti, del quale questa Regione ancora si dota, e se l’ARPA non fa questo lavoro non l’avrà mai, mappatura regionale sull’amianto e monitoraggio delle situazioni a rischio che oggi non si fa, controlli ferrei sulle discariche attive e previsione di un piano di monitoraggio su quelle dismesse, controlli sulla depurazione delle acque dei nuclei industriali, qui il servizio va rafforzato e non rallentato come invece succede, monitoraggio sul fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, mentre oggi vediamo rifiuti abbandonati in ogni dove, controlli delle emissioni in atmosfera controlli sui suoli soggetti a inquinamento agricolo dovuto ai concimi e a tutte le sostanze in causa, per non parlare poi dei controlli marini, del monitoraggio del radom, per finire con pubblicazioni scientifiche sulle attività eseguite e soprattutto comunicazione ambientale, oggi totalmente assente.

Insomma se i sindacati e quindi i dipendenti chiedono di rafforzare gli interventi in questi settori è perché a oggi, le cose funzionano in maniera diversa, e cosa fa oggi l’ARPA? Ecco cosa fa, controllo sugli stupefacenti che non risponde alle attività istituzionali dell’agenzia, cosi come non rispondono a tali attività istituzionali, la tossicologia del lavoro, procedure AIA e VAS, monitoraggio della Legionella e quello della Salmonella (ma cosa c’entra l’ARPA con legionella e salmonella?) e udite udite, controllo sugli ascensori, sugli impianti elettrici e quelli termici, poi fanno il controllo sulle acque potabili, che dovrebbe fare l’ASREM insieme a tante altre cose, in modo da liberare i tecnici ARPA per i controlli istituzionali, e fanno pure i controlli sulle piscine addirittura, mentre non possono monitorare i fiumi, monitorano, per scelte aziendali, le piscine, altra cosa che dovrebbe fare l’ASREM, e ancora, le comiche continuano, controllo sugli alimenti sequestrati dai NAS, rete di monitoraggio della qualità dell’aria e sulle emissioni dei metalli, controlli dei CDR, delle acque superficiali e sotterranee e controlli sui depuratori che dovrebbero fare i comuni prima e l’ASREM dopo e i controlli, superficiali, alle discariche in attività.

Insomma non c’è che dire, in questo momento l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente fa cose che, in effetti, dovrebbero fare altri e non fanno, o meglio, non fanno fare, i dirigenti, i controlli che i tecnici ARPA dovrebbero fare per la prevenzione e la tutela delle popolazioni, nonostante i dirigenti percepiscano lo stesso stipendio di un primario ospedaliero ma con responsabilità nettamente inferiori a chi la mattina deve portare le persone in una sala operatoria, se questa è la “protezione dell’ambiente in Molise” stiamo freschi.

Michele Mignogna

Sono Michele Mignogna, faccio il giornalista in Molise, mi occupo essenzialmente di inchieste, approfondimenti, reportage, indagini sulla ricostruzione post sisma e di attualità. Ho lavorato per il telematico primonumero.it, per il cartaceo La Voce del Molise, collaboro con l'osservatorio nazionale sul doposisma di Antonello Caporale, e attualmente scrivo per il telematico ilgiornaledelmolise.it.

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