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A Scampia il calcio aiuta la scuola. E i giovani

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L’associazione DreamTeam-Donne in Rete per la Ri-vitalizzazione urbana nasce ufficialmente il 27 gennaio di sei anni fa e da allora rappresenta un punto di riferimento per le donne dell’Area Nord di Napoli, in particolare Scampia, dove l’associazione ha la sua sede operativa.

Nel 2006 vede la luce un primo embrione dell’associazione: presso la biblioteca del quartiere, al Centro Hurtado, ebbe inizio un progetto dal titolo “Giocare Leggendo” che consisteva nell’abituare i bambini a leggere. Quasi immediatamente, si manifestò l’esigenza di proporre un’attività parallela per le madri che accompagnavano i bambini. Patrizia Palumbo, che presiede DreamTeam ancora oggi, ebbe l’idea di un percorso di Empowerment che prevedeva di tutto, dalle lezioni di galateo all’utilizzo dei computer: “Siccome all’ epoca non tutte avevano un computer a casa, feci le fotocopie di una tastiera per farle esercitare a scrivere. Alla fine del corso, feci creare ad ognuna di loro un indirizzo di posta elettronica. Ancora mi scrivono da lì!”, racconta.

Così, quando nel 2007 nacque il progetto Casa della Socialità, sempre rivolto alle donne,si costituì una vera e propria Rete di associazioni dalla quale è poi sorta DreamTeam.

Alle pareti degli uffici sono appesi manifesti e volantini  degli eventi cui DreamTeam ha preso parte, dei progetti e delle attività realizzate fino ad oggi. Attività tra le quali spicca un intervento al  World Urban Forum nel 2012 sulle prospettive di genere.

“Quello fu l’unico intervento femminile alla Grassroots Women Academy” , ricorda con orgoglio Patrizia Palumbo. “Definire una prospettiva di genere è stata sin da subito una delle nostre più grandi battaglie. Non ci piace quando sul piano sociale ci si riferisce ai servizi delle donne come legati unicamente a un discorso di difficoltà. Chi definisce, poi, il concetto di difficoltà? Ci piace, invece, l’idea di aver costruito e difeso un luogo protetto, in cui le donne che vengono a chiederci aiuto sanno che sono tutte uguali, senza distinzione di ceto o appartenenza. È per questo che evitiamo di abusare di parole come camorra, anti-camorra, legalità e così via: l’accoglienza è già di per sè manifestazione di legalità, non abbiamo bisogno di fregiarci di alcun aggettivo. È fondamentale restituire una dignità alle persone, è fondamentale far capire loro che il cambiamento parte già quando bussano alla nostra porta.”

Per questo motivo l’associazione offre, oltre agli sportelli di aiuto psicologico e legale, anche opportunità per favorire la socializzazione e per innescare nelle donne il processo di autoconsapevolezza dei propri bisogni e delle proprie difficoltà. Tra le diverse attività come il corso di Cake design, il laboratorio di sartoria e lo yoga, la Scuola Calcio femminile, realizzata in collaborazione con l’Arci Scampia, scaturisce da un’esigenza interessante: “Ci siamo accorte che, anche se il calcio è molto amato dalle bambine, parecchie famiglie del territorio non sono disposte a fare dei sacrifici per mandare le proprie figlie a scuola calcio, mentre con i ragazzi  è diverso. Sono questi gli stereotipi che cerchiamo di combattere. Lo sport  è uno strumento per accompagnare queste ragazze nel loro percorso di vita, per dare un’alternativa alle bambine provenienti da contesti particolari e far capire loro che si può vivere in modo diverso.”

Le ragazze che fanno parte della squadra sono seguite passo passo da un allenatore e da un’educatrice e rispondono a regole ben precise: “Molte di loro, già a dieci, undici anni, si truccano e si mettono in mostra pensando che sia un modo per sfuggire alla loro condizione e quando poi si rendono conto di essere ricadute negli stessi errori delle loro madri  è troppo tardi”.

“Per questo”, aggiunge Silvana Miele, che si occupa in prima persona della squadra, “abbiamo stabilito che si scende in campo senza trucco e se non vanno a scuola non permettiamo loro di giocare. La scuola è uno strumento di riscatto per loro, anche se spesso pensano il contrario. Un’altra regola fondamentale è il rispetto per le compagne. Spesso queste ragazze non sono abituate a pensare come un gruppo, perché nel loro contesto sociale e familiare regna l’individualismo. Noi invece basiamo tutto sull’importanza del gruppo e sul poter contare sugli altri membri della propria squadra”.

La fiducia, la solidarietà e l’esigenza di fare gruppo sono ,poi, le stesse cose che rendono Scampia un territorio speciale. Eloise D’Avino, che si occupa del primo ascolto legale allo sportello, cita la battuta di Alessandro Siani nel film Benvenuti al Sud: “A Scampia piangi due volte: quando arrivi e quando te ne vai. Qui, le giornate hanno un sapore diverso.”

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La Scuola Calcio Arci Scampia ospita  gli allenamenti della squadra femminile di DreamTeam.

Il calcio offre alle ragazze della squadra, quasi tutte in età scolare e provenienti da contesti difficili, un’opportunità di riscatto e una piacevole alternativa alla vita di tutti i giorni.

Fuori dal campo, per le più piccole è obbligatorio frequentare la scuola, altrimenti non si gioca.

Le più grandi, quelle che hanno compiuto la maggiore età, vengono assistite nel perfezionamento delle proprie competenze e nella ricerca di un lavoro che le aiuti ad emanciparsi.

Marina Finaldi

Mi chiamo Marina Finaldi, ho 23 anni e vivo a Napoli nel quartiere Scampia. Ho sempre amato scrivere e vorrei diventare una giornalista. Mi sono laureata in lingue alla Federico II di Napoli e attualmente sono iscritta alla Laurea Specialistica in Traduzione Letteraria. Scrivo per un settimanale online nella sezione di Attualità. Faccio parte della Resto al Sud Academy.

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