Alla scoperta dei nuovi startupper “made in Puglia”

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Da Bari e dalla Puglia alla conquista dell’Italia 2.0? E’ l’auspicio delle tre giovani realtà che, affermandosi nei giorni scorsi nella quarta edizione di Startup Weekend Bari 2015, sperano di potersi affermare nell’ecosistema delle imprese innovative italiane.

Alla manifestazione, che si è svolta con successo negli spazi della Fiera del Levante di Bari gestiti dalla società di co-working The Impact Hub (in basso, video-intervista ad uno dei suoi tre soci fondatori Diego Antonacci), hanno partecipato sia alcuni dei più importanti imprenditori innovativi o esperti d’innovazione pugliesi come giudici o tutor sia 110 tra ragazze e ragazzi che per quasi 72 ore si sono confrontati e hanno duramente lavorato in team per sviluppare le loro idee nell’intento di iniziare a trasformarle in progetti concreti e spendibili per il mercato.

Tre, dunque, le proposte – “Leasy Store”, “Athlon Hunters” e “Re.Art” – che, alla fine, hanno ottenuto i favori della giuria tecnica. Con l’onere, ora, di sviluppare ulteriormente i rispettivi “cantieri di idee” per edificare imprese che siano economicamente ed imprenditorialmente sostenibili, secondo una chiara “vision e mission”, come si direbbe nei “garage dell’innovazione” americani, e un rassicurante “business model”.

La prima classificata “Leasy Store”, sul cui modello di business alcuni giudici hanno espresso perplessità per la limitata scalabilità, agendo nel segmento della Sharing Economy, si propone come un “Airbnb degli spazi commerciali”, ossia – dice uno dei coordinatori del progetto, Luca Langella – cercando di incrociare domanda ed offerta, si vorrebbe realizzare “una piattaforma che faccia da tramite tra chi possiede degli spazi sfitti e chi ne ha bisogno per la propria attività commerciale, utilizzando la formula temporary”. L’applicazione – che, ove dovesse avere successo, rischia di produrre una rivalità con le classiche agenzie immobiliari – prevede, pertanto, due scenari diversi, tra loro complementari: “il primo per chi vuol offrire uno spazio; il secondo per chi cerca uno spazio”.

Dallo spazio fisico reale a quello virtuale. È in questa “distanza” e differenza che possiamo leggere il “libro dei sogni” dei ragazzi di “Athlon Hunters” che, attraverso un device come Oculus Rift, hanno presentato le potenzialità dei giochi multiplayer per la realtà virtuale. Consapevoli che il gaming sia uno dei settori con maggiori previsioni di crescita e scalabilità rapida nei prossimi anni, e che servano investimenti importanti per poter diventare competitivi nello scenario globale.

Giunti terzi, infine, gli aspiranti imprenditori digitali di “Re.Art” che, nella visione di una società rinnovata attraverso la creatività, hanno ideato una piattaforma dedicata ad intercettare da un lato chi ha intenzione di dismettere il proprio arredamento, domestico o da ufficio, e dall’altro i nuovi “artigiani digitali” o maker che proprio su questo “patrimonio” potrebbero sperimentare il proprio talento e agitare la propria fantasia.

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Giuseppe Milano

Nato nel ’83 e cresciuto in un paese alle porte di Bari, tra una confezione di lego e due calci ad un pallone, tra i primi cartoni animati in televisione ad inizio pomeriggio e le intense letture del fumetto Topolino, sin da piccolo ho creduto nella potenza dei sogni e dei dubbi. Crescere come un idealista dalla fortissima spinta etica e nella diffusa percezione, ai tempi del liceo classico svolto in un istituto barese, che “la bontà fosse sinonimo di fragilità o stupidità” e non di disponibilità verso il prossimo, ha comportato qualche disagio relazionale poi brillantemente superato all’università: facoltà di ingegneria. Non proprio una passeggiata. E per esorcizzare, forse, da un lato tutte le iniziali ed oggettive difficoltà incontrate e dall’altro il timore di non riuscire, ho iniziato a fare, spontaneamente, una delle cose più belle del mondo: scrivere. In un piccolo blog. Sono trascorsi alcuni anni. Ho sempre un blog. Le parole per me sono diventate sempre più importanti. Strumenti di verità contro l’imperio della menzogna. Strumenti di pace contro l’egemonia culturale della competizionismo che annulla il prossimo. Strumenti di ricerca per esplorare, esaltando la pratica del dubbio, quel che ancora non conosciamo. La scrittura da un lato e la necessità di saldare idealismo e realismo dall’altro, in un pragmatismo sincero animato da moderno meridionalismo, pertanto, mi ha portato ad essere negli anni anche uno dei cosiddetti “cittadini attivi” negli ambiti della legalità e della sostenibilità ambientale. Con l’impegno civile che mi ha portato, per la prima volta, nel 2011, nella redazione di un giornale: un web quotidiano locale che voleva sfidare il mondo. La non felicissima esperienza professionale ha solo spinto questo romantico e appassionato ragazzo verso altre esperienze professionali ed umane, con la medesima tenacia e consapevolezza dei propri limiti. Convinto che il futuro sia alla nostra portata.

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