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Il pastore-eroe che con le sue pecore difende la Reggia dal degrado e dai ladri

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C’è un pastore che con le sue pecore da alcuni anni è diventato l’unica speranza della Reggia del Carditello. La Reggia di San Tammaro in provincia di Caserta, a due passi da Casal di Principe, faceva parte di un gruppo di 22 siti della dinastia reale dei Borbone di Napoli posti nella Terra di Lavoro: Palazzo Reale di Napoli, Reggia di Capodimonte, Tenuta degli Astroni, Villa d’Elboeuf, Reggia di Portici, Villa Favorita, Palazzo d’Avalos nell’isola di Procida, lago di Agnano, Licola, Capriati a Volturno, Cardito, Reale tenuta di Carditello, Reale tenuta di Persano, Fasano di Maddaloni, Selva di Caiazzo, Sant’Arcangelo, Reggia di Caserta, San Leucio, Casino del Fusaro, Casino di Quisisana, Mondragone e Demanio di Calvi.

Questi siti non erano solo semplici luoghi per lo svago (soprattutto per la caccia) della famiglia reale borbonica e della sua corte, in alcuni casi costituivano vere e proprie aziende, espressione di imprenditoria ispirata dalle idee illuministiche in voga in quei tempi. Da due anni il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha nominato ‘‘custode ausiliario” della Reggia di Carditello, Tommaso Cestrone, un pastore con 500 pecore, che da anni si occupa come volontario di tenere pulita la Reggia. E soprattutto di difenderla dai furti.

Purtroppo la tenuta per anni è stato oggetto di spoliazione sistematica. Hanno portato via tutto: i marmi delle scale, parte degli stucchi. «Anche un camino — ricorda Cestrone al Corriere del Mezzogiorno — che ho trovato smontato e pronto per essere caricato. Qui venivano con i camion. Hanno perfino rubato i cavi di rame che collegavano l’allarme e il sistema antincendio, costati 70 mila euro. Non si sono fermati nemmeno davanti ad un motore enorme che pompava vapore nei termosifoni». La predazione è durata dal 2007 al 2010. «Poi si sono fermati — dice — Perché sapevano che stavo qui giorno e notte».

E nel silenzio ha cominciato a ripulire, Tommaso. Con la scopa i calcinacci; con le cesoie gli arbusti; con il trattore i materiali di risulta. «Ho portato fuori 300 sacchi di rifiuti. Accatastato 125 copertoni di camion». Tommaso, 48 anni, ha la terza media con bastone e cane pastore conduce il suo gregge di 500 fra capre e pecore le ‘‘compagne” che gli hanno offerto appoggio in questi anni («All’inzio solo le capre mi hanno dato una mano a ripulire, mangiavano erbacce e arbusti», ricorda). Ora la Reggia di Carditello è all’asta per 10 milioni di euro; asta che per dieci volte è andata deserta.

Comments (2)

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    mariuccia

    9 Dicembre 2013 - 18:01

    Mariuccia Che bello, salvare l’ambiente è questione di cuore, sensibilità .
    Continui a farlo signore e grazie.

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    max

    10 Dicembre 2013 - 08:23

    che schifo di società, grazie Tommaso x cio che fai. mi domando ma le istituzioni dove stanno? è mai possibile che dobbiamo far distruggere tutto e se non ci fosse stato questo benedetto uomo cosa sarebbe rimasto di questo pezzo di storia?Siamo uin popolo che non meritiamo le bellezze che abbiamo non le sappiamo mantenere. Grazie ancora Tommaso

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