Io e Emma, insieme al teatro Stabile di Palermo

Shares

Da quando dirigo il teatro Stabile di Palermo, una domanda che di frequente mi sento fare è:

– Con Emma come va? 

Il tono sembra premuroso e leggermente apprensivo, come se la domanda fosse rivolta a un coniuge sposato alla donna che la famiglia disapprovava. O come se ci fosse stata in passato una separazione dolorosa, e la convalescenza affettiva lasciasse prevedere qualche ricaduta.

Il fatto è che Emma Dante, artista residente del teatro Biondo, ha fama di avere un brutto carattere. Sarebbe facile obiettare secondo luogo comune: chi ha carattere deve per forza avere brutto carattere. Ma in realtà non è detto, conosco un sacco di persone pessime che hanno un cattivo carattere del tutto infondato.

Basti pensare ai danni sociali che il mito del “genio e sregolatezza” ha creato su base mondiale. Il teatro – e la letteratura, e il cinema, e la pittura, e la fotografia – sono pieni di sregolati senza genio. Autoproclamati artisti che, in attesa che genio sopraggiunga, decidono di portarsi avanti a forza di sola sregolatezza, fiduciosi che prima o poi il talento si costituirà alla porta del loro atelier.
Emma no. Emma rappresenta una rara conferma alla regola del genio e sregolatezza.

Una sregolatezza poi tutta caratteriale, che discende dalle bastonate della vita. Emma è una leonessa ferita, che solo per questo può risultare pericolosa.

Bisogna saperla prendere, assecondare i suoi sfoghi, incanalare la sua energia a favore del risultato artistico. Qualche volta mi è capitato di sentirmi come il pastore della favola attribuita ad Esopo, che estrae la spina dalla zampa della leonessa. Ma mai ho dubitato di essere ripagato dalla leonessa con altrettanta gentilezza. Perché la fenomenologia di Emma prevede improvvisi slarghi d’affetto, gentilezze estreme che a prima conoscenza rimangono invisibili. Lavorarci assieme, dal mio punto di vista, significa poter contare su un’alleata valorosa a leale.

In mezzo a tante difficoltà, malgrado le mille zavorre che appesantiscono la vita di un teatro Stabile, Emma è stata una sorella sempre solidale.

Tutto questo panegirico per rispondere una volta per tutte a chi mi pone la domanda di cui sopra:

– Come va con Emma? 
– Bene, grazie. 

Alla faccia degli invidiosi.

Roberto Alajmo

Roberto Alajmo è nato a Palermo nel 1959 e a Palermo dice lui "insiste a vivere". Scrittore, giornalista e drammaturgo italiano. Collabora con diverse testate nazionali. Giornalista professionista [1], dagli anni '90 è assunto al TG3 Sicilia della RAI e collabora con diverse testate nazionali. Dal 2012 è nella redazione della rubrica "Mediterraneo" [2]. Il suo primo romanzo pubblicato è stato nel 1986 "Una serata con Wagner". Sue opere sono tradotte in inglese, francese, olandese, spagnolo e tedesco. Con il romanzo "Cuore di madre" è secondo classificato al premio Strega e premio Selezione Campiello, premio Verga, premio Palmi). È stato docente a contratto di Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Palermo e consigliere d'amministrazione del teatro Stabile di Palermo. Con "Notizia del disastro" ha vinto il Premio Mondello e con il libro "L'arte di annacarsi" ha vinto il Premio letterario Antonio Aniante. Suoi racconti sono stati pubblicati nelle antologie La porta del sole (Novecento, 1986), Luna Nuova (Argo, 1997), Raccontare Trieste (Cartaegrafica, 1998), Sicilia Fantastica (Argo, 2000), Strada Colonna (Mondello, 2000), Il Volo del Falco (Aragno, 2003), Racconti d'amore (L'ancora del mediterraneo, 2003) Inoltre ha scritto il libretto dell’opera Ellis Island, con musiche di Giovanni Sollima (Palermo, Teatro Massimo, 2002). Il suo romanzo È stato il figlio è stato trasposto, nel 2012, in un omonimo film per la regia di Daniele Ciprì, con Toni Servillo come interprete protagonista. Il 27 settembre 2013 è nominato direttore dell'Ente Teatro Biondo Stabile di Palermo succedendo al regista teatrale Pietro Carriglio [3]. Fra i suoi libri: "Un lenzuolo contro la mafia" (Gelka 1993 e Navarra 2012) "Almanacco siciliano delle morti presunte" (Edizioni della Battaglia, 1996) "Le scarpe di Polifemo" (Feltrinelli, 1998) "Notizia del disastro" (Garzanti, 2001, Premio Mondello). "Cuore di Madre"(Mondadori, 2003, finalista ai premi Strega e Campiello. "Nuovo repertorio dei pazzi della città di Palermo" (Mondadori, 2004) "È stato il figlio" (Mondadori, 2005, finalista al premio Viareggio e vincitore del SuperVittorini e del SuperComisso). "Palermo è una cipolla" (Laterza, 2005) "1982 - Memorie di un giovane vecchio" (Laterza, 2007) "La mossa del matto affogato"(Mondadori, 2008, premio Pisa). "L'arte di Annacarsi - Un viaggio in Sicilia" (Laterza, 2010) "Tempo Niente" (Laterza, 2011) "Arriva la fine del mondo (e ancora non sai cosa mettere)" (Laterza, 2012) "Il primo amore non si scorda mai, anche volendo" (Laterza, 2013) Per il teatro: "Repertorio dei pazzi della città di Palermo", "Centro divagazioni notturne" e il libretto dell'opera "Ellis Island", per le musiche di Giovanni Sollima. I suoi libri sono tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo, svedese e olandese.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top
Change privacy settings