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Alternanza scuola-lavoro, reportage dell’Istituto “Majorana-Fascitelli” sul Paleolitico di Isernia

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Progetto di Alternanza scuola-lavoro realizzato in collaborazione con Digital Media e Restoalsud.

Il giorno 20 giugno 2017 il nostro gruppo di ASL, settore Media-Comunicazione (giornale digitale), si è recato autonomamente presso il Museo Nazionale del Paleolitico di Isernia, dove è anche presente il sito di scavi archeologico del capoluogo stesso. Dopo aver intervistato precedentemente il referente del museo Emilio Izzo, quest’ultimo ci ha guidato all’interno della struttura divisa in tre sezioni.

Inizialmente ci ha condotto in un prato al fine di avere un’ottima panoramica di tutto il complesso. Sempre lì ci ha illustrato la storia antecedente alla costruzione del museo.

Tutto è iniziato nel 1978 con la costruzione della superstrada (che oggi si trova al fianco del museo), durante la quale sono stati ritrovati moltissimi reperti archeologici risalenti a 600mila anni fa: questa è stata sicuramente una grande scoperta a livello mondiale, vista la quantità e la varietà di ossa e utensili in una così limitata area. Tutto ciò è giustificabile dagli spostamenti compiuti dall’homo erectus circa 1 500 000 anni fa. Si è scavato nel corso degli anni fino a una profondità di 5 metri; anche questo è un fattore che ha permesso di capire la grande vetustà di tali reperti, infatti i resti di civiltà più recenti si ritrovano a livello più o meno superficiale. La datazione precisa è stata ottenuta dal metodo potassio-argon che viene impiegato dopo il metodo “carbonio 14” il quale arriva a datare solo fino a 50 000 anni; e di conseguenza dopo questo periodo di tempo subentra il primo metodo da noi citato.

In seguito alla spiegazione iniziale ci ha condotto nella parte dedicata agli scavi, che ancora oggi potrebbero continuare ma purtroppo ancora non arrivano i fondi dal Ministero dei Beni e Attività culturali e Turismo. Quest’area non è visibile al meglio “poiché – spiega Izzo – i vetri che originariamente dovevano essere posti all’esterno per isolare la zona interna dai rumori causati dal traffico in realtà sono stati posizionati lungo il corridoio che costeggia la parte visibile al pubblico, ostacolandone, di conseguenza, la corretta visuale”.

Così ci siamo trasferiti nella seconda parte del museo camminando attraverso un passaggio coperto bordato da immagini degli scavi e della costruzione del museo. La seconda ala è formata da una vasca centrale, che inizialmente era stata pensata divisa in due parti: una interattiva dedicata all’apprendimento delle tecniche di scavo per i più piccoli, un’altra contenente i reperti. Ma effettivamente oggi è stata realizzata solo la seconda. Nella stanza, inoltre, sono presenti dei pannelli esplicativi e resti di mandibole e resti di animali conservati in appositi contenitori protetti da lastre di vetro.

Infine troviamo la terza parte, la più ampia dove all’entrata si impone una “macchina del tempo” che illustra gli avvenimenti che hanno caratterizzato questa zona fin dalla preistoria. È presente anche una fedele ricostruzione di quello che doveva essere un mammut, anche se dovevano esserne posizionate lì più di una sola. La stanza è molto grande, “ma a causa dello spreco di denaro pubblico giunto in anni passati, è stata riempita con riproduzioni di capanne non risalenti al periodo paleolitico, generando così un meltin’pot incomprensibile – spiega l’esperto Izzo -. Inoltre sono stati spesi fondi inutilmente per la costruzione di muri in cemento armato inutilizzati più costosi di un semplice cartongesso. Sono presenti lungo una parete delle immagini piuttosto banali per coprire delle stanze lasciate vuote, all’interno delle quali dovevano essere rappresentate scene della vita quotidiana dell’epoca come la caccia. Nel progetto – conclude Izzo – era previsto anche uno spazio per la ristorazione, oggi inutilizzato. Sfortunatamente questo sito non è valorizzato adeguatamente, nonostante la BBC e Piero Angela abbiano realizzato servizi a riguardo. Fortunatamente però – nota positiva – ancora oggi arrivano visitatori da tutta Europa”.

Referente: Martina Perpetua
Scrittori: Alessandro Mancini, Edoardo Marchetti, Lorenzo Mastronardi
Foto: Angela Medoro
Video: Giusy Marzano
Inviata: Clelia Marsichino

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Mary Buccieri

36 anni, giornalista pubblicista, innamorata del Sud e delle sue mille sfaccettature. Legata alle tradizioni ama anche tuffarsi nel mondo delle innovazioni. Promuove il territorio attraverso l’organizzazione di eventi. Promuove progetti di formazione nel settore automotive e iniziative nel Terzo Settore. Citazione preferita: “L’istruzione e la formazione, le armi più potenti per cambiare il mondo”. Nelson Mandela, premio Nobel per la pace.

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