Caro assessore il ministro Cécile Kyenge è italiana quanto lei

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Gaffe dell’Assessore Regionale e Consigliere comunale di Pescara Carlo Masci. In un suo recente post, l’importante esponente del centrodestra abruzzese attacca il ministro Cécile Kyenge sostenendo che l’averla nominata Ministro non è stata una scelta giusta in quanto lei è extra-comunitaria.

Mettendo da parte l’ovvia inopportunità di attaccare un Ministro per il suo Paese di origine  e non per il suo operato, è grave che l’Assessore Masci non sappia che la Kyenge non è affatto extra-comunitaria: è pienamente cittadina italiana come me e lui da più di venti anni, ovvero dal 1994. Da allora ha condotto una trasparente e fruttuosa carriera politica dedicata esattamente ai temi del suo ministero.

Masci osserva inoltre che sarebbe stato meglio che quel ruolo lo avesse ricoperto un emigrato italiano, ma, nel massimo rispetto per la grande e sofferta storia dell’emigrazione italiana, il Ministero per l’Integrazione, già Ministero per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, non si occupa di emigrazione. Questo importante settore è gestito dal Ministero degli Affari Esteri, guidato dalla Bonino, tramite un apposito Dipartimento.

Il Ministero della Kyenge si occupa delle politiche di integrazione delle tante comunità straniere in Italia, delle politiche di accoglienza e gestione dei flussi di immigrati, dei loro diritti e doveri e delle prospettive di coesione e convivenza  pacifica tra le diverse etnie presenti sul nostro territorio. Lungi da me l’idea di difendere l’attuale Governo ma credo che una persona come la Kyenge sieda nel posto giusto, e se il suo operato sarà positivo o no lo vedremo dai fatti, non dal colore della pelle di questa cittadina italiana.

Giovanni Di Iacovo

Giovanni Di Iacovo (Pescara, 1978), svolge attività di ricerca in Letteratura Italiana Contemporanea presso l’Università di Pescara, dirige da undici anni il Festival Adriatico delle Letterature ed è autore di racconti e romanzi tra cui Sognando una cicatrice (Castelvecchi, 2000), Sushi Bar Sarajevo (Palomar, 2007), Tutti i poveri devono morire (Castelvecchi, 2010) e La Sindrome dell’Ira di Dio (Zero91, 2013). Alcuni suoi testi sono stati messi in scena in Viaggio nelle Metropolis con Stefano Benni e David Riondino e tradotti in diverse lingue. É risultato vincitore di numerosi premi tra cui la Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo (Sarajevo, 2001) e il Premio Teramo (2006).

Comments (3)

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    nazionalista

    16 Ottobre 2013 - 11:06

    VIA ELEMENTI DI QUESTO CALIBRO DALL’ITALIA!!
    CI MANCAVA SOLO LA PALLADINA DEGLI SBARCHI, NON VOTATA DA NESSUNO E MESSA LI’ PER DISTRUGGERE ETNICAMENTE LA NOSTRA GIA’ BISASTRATA NAZIONE!!
    Kyenge NON E’ IL MIO MINISTRO!!

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    Fabio Traldi

    16 Ottobre 2013 - 21:00

    Bravo! Condivido tutto. Il ministro mi sembra una persona competente, equilibrata e di buon senso. In ogni caso, la valutazione del suo operato andrà fatta alla fine del suo mandato.

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    Uomo bianco di razza aliena

    17 Ottobre 2013 - 03:33

    A leggere alcuni commenti, taluni si credono talmente più italiani degli altri, da permettersi il lusso di ignorare le più basilari regole della grammatica italiana.

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