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C’è un prete coraggioso che combatte a mani nude contro i veleni. Mentre Napolitano resta in silenzio
10 Ott 2013 08:44

Mi collego all’aggiornamento di Veronica Gentili per menzionare anche i moniti del Presidente Giorgio Napolitano del tutto assenti dopo 20 anni di inquinamenti criminosi della Campania con rifiuti tossici e nucleari sia sotterranei che in superficie.

In molti, distrattamente e in buona fede, li confondono con l’emergenza rifiuti “risolta” anche quella in un blitz propagandistico stile regime sud americano da Berlusconi qualche anno fa, quando arrivò a Napoli con telecamere e giornalisti privi di capacità di analisi e il coraggio di una vera denuncia dello stato di cose – o semplicemente perché ahimè imbavagliati – e fece piazza pulita, per poche settimane (chissà in quale volatile e ancor più colluso modus operandi), dei rifiuti che sommergevano la città di Napoli.

Ma in quella terra ogni giorno, in questo istante mentre leggete, squadre di camorristi depositano amianto e rifiuti venefici, scorie tossiche e residui radioattivi provenienti dal Nord Italia (la famosa questione meridionale che da Gramsci in poi non ha mosso un passo avanti) e dal Nord Europa.

Nella notte, durante il giorno, continuamente, squadre di Casalesi danno fuoco ai rifiuti depositati solo poche ore prima. Immense colonne di fumo tossico invadono un enorme parte di quella regione. Migliaia di bambini e adulti sono già morti di tumore. Una malattia che prima dell’avvento degli antibiotici, era quasi irrilevante perché si manifestava in vecchiaia, quando la maggior parte della popolazione era stata già uccisa da altre malattie oggi debellate. La vita mediamente era difatti molto più breve che oggi.

Un prete coraggioso, Padre Patriciello, a Caviano, paese che risiede tra la provincia di Napoli e quella di Caserta, lotta a mani nude contro un avvelenamento di massa da parte del nostro Governo omertoso e ormai platealmente colluso con queste organizzazioni criminali.

Tutto ciò nel silenzio vergognoso di questo Capo di Stato e nell’assenza di indignazione di un popolo “unito?” che considera la Campania come spazzatura e il popolo campano senza dignità di esistere.

E’ per me profondamente doloroso essere parte di un popolo che vive nell’ignoranza, nell’ignavia, nel cinismo crescente, nell’assenza di capacità di rivolta, perché non è vero che le rivoluzioni non servano. Molte di esse hanno cambiato la Storia per sempre. Alcune l’hanno peggiorata, altre il contrario. L’individualismo dilagante mi ripugna e lo associo a una forma di cannibalismo delle popolazioni più bisognose di assistenza. E chi parla di Cristianità e può fare qualcosa, ma volta il capo dall’altra parte, si vergogni per l’ipocrisia che divora la sua anima e uccide migliaia di vittime nel silenzio degno degli ignobili. La Siria, le armi chimiche, sono in casa nostra.


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