Chi vuole la morte sociale di Ingroia?

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Mi perdonerà Platone se oggi sono in disaccordo con lui quando ci racconta, a proposito del Mito di Er, che ognuno di noi è artefice del proprio destino. La mia contrarietà si materializza per l’accanimento, perseverante nei confronti di un uomo, Antonio Ingroia. Un uomo, verso il quale strali, contumelie, offese, richieste a iosa di punizioni ed ora indagato dalla procura di Caltanissetta, sono diventati la norma.

E quindi, sono altri gli artefici del destino di Ingroia. Ma cosa ha fatto Ingroia per meritarsi tutto questo? Non ha fatto assolutamente nulla, se non il proprio dovere, ovvero ricercare la verità sulle pagine più oscure della Repubblica. Si è speso affinché quel “fresco profumo di libertà”, tanto caro a Paolo Borsellino si materializzasse nel cielo di Palermo: cielo abituato a foschie volutamente innalzate per ammantare le verità sulle stragi e sulla trattativa Stato/mafia. E se oggi c’è un processo a Palermo,parte del merito è anche di Ingroia.

Tuttavia, egli ha avuto la“colpa” di far spendere soldi alla comunità, riaprendo le indagini su “cose vecchie”, come ebbe a dichiarare il pregiudicato Silvio Berlusconi.  Ingroia sta pagando  per essere coerente e per aver detto di essere il “partigiano della Costituzione”. Non mi stupisco di Ingroia indagato, non mi stupisco che tanti presunti“amici” lo hanno abbandonato. No! Io no! Non l’ho fatto con Falcone quando tutti lo scansavano e non lo faccio con Ingroia. Purtroppo in Italia funziona così: è una costante della patria dei voltagabbana. Certo se Ingroia nella sua discesa politica avesse candidato qualcuno, se Ingroia non si fosse dimesso dalla magistratura, egli sarebbe ancora onorato e omaggiato. Per giunta ora è indagato e quindi mettiamolo alla gogna, col fuggi. fuggi di coloro che un tempo l’acclamavano (ho la memoria buona per fortuna).

Ma l’amicizia non funziona così e mi vanto di aver solo 5 amici al mondo. Io preferisco un Ingroia indagato che ha il coraggio di morire per un ideale, piuttosto che vederlo vivere da vigliacco: di vigliacchi sono pieni gli ambulacri del potere e non solo.. Chi vuole la morte sociale di Antonio Ingroia? Caro Dottor Antonio Ingroia, non si preoccupi le persone per bene di questo Paese, io per primo, sono con lei.

Pippo Giordano

Palermitano, ispettore della Dia in pensione. Ha collaborato con il giudice Paolo Borsellino fino al 17 luglio 1992, due giorni prima della Strage di via D'Amelio.

Comments (3)

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    FRANCO

    10 Ottobre 2013 - 11:58

    Purtroppo le persone oneste in questa società di corrotti,ruffiani e leccaculo,non c’è spazio per chi rischiando la propia vita per il bene comune,non è apprezzato, il male inizia dalla politica legata alla finanza.Non c’è speranza per le persone oneste.

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    Federico Vallerga

    10 Ottobre 2013 - 21:14

    La mia fiducia e stima verso Ingroia rimane totale. Certe sensazioni le avverti anche senza conoscere la sua storia (che pure seguo con ammirazione e meticolosità da anni). Mi è piaciuto dall’inizio, è una di quelle poche persone a cui affiderei la mia vita. Grazie di tutto dott. Ingroia, grazie anche per il dopo perchè so che lei non mollerà mai..

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    Alba Bertini

    12 Ottobre 2013 - 08:51

    Dottor Ingroia, io La stimo molto, ma non mi sono stupita del n/s insuccesso elettorale.
    Gli Italiani sono come i bambini: bisogna parlargli lentamente, usando parole di uso corrente, facendo ragionamenti semplici, esprimendosi con una buona dizione. Lei vola troppo alto, ma di aquile qui da noi, purtroppo, ce ne sono poche. Lei è rimasto incompreso. Ora ci sta riprovando. Coraggio, io sono con Lei. Alba Bertini

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