Colpi di fucile e auto incendiate. Esponenti del Pd e M5S nel mirino, nel tarantino

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Un paese sotto assedio. Lizzano, comune di 10mila abitanti del versante orientale della provincia di Taranto, da alcuni giorni vive nel terrore. Attentati intimidatori in serie ai danni di esponenti politici, ma non solo. Il Comune è governato da una coalizione di centrodestra.

L’opposizione chiede le dimissioni del sindaco Dario Macripò, che nei giorni scorsi avrebbe cercato, secondo la minoranza, di minimizzare gli ultimi episodi criminosi. Ma mentre la politica litiga, la malavita lancia il guanto di sfida. La notte scorsa sono stati quattro gli attentati: colpi di fucile contro il portoncino dell’abitazione del consigliere comunale del Pd Antonio Lecce, contro le vetrine della ditta di infissi dell’ex vice sindaco Antonio Motolese (lista civica di centrodestra), contro l’auto di un vigile urbano e la facciata di uno stabile in cui abita una pensionata. Nel primo caso una fucilata ha sfiorato la finestra di un’abitazione vicina, in corrispondenza della stanza da letto in cui dormiva un bambino.

Tra l’1 e il 2 agosto scorsi sconosciuti avevano incendiato l’auto di Pippo Donzello (movimento ‘Moderati italiani in rivoluzione’) e poche ore dopo erano stati sparati colpi di fucile contro l’auto del consigliere comunale del M5S Valerio Morelli. Per gli inquirenti è probabile che ad agire sia stata una stessa banda, ma il movente degli avvertimenti è tutto da chiarire visto che nel mirino sono finiti sia esponenti politici di opposti schieramenti che semplici cittadini.

La grande mala fu debellata diversi anni fa con i blitz che stroncarono i clan capeggiati da Damiano Mele (ucciso il 9 giugno del 2008) e Adriano Pappadà. Ma ora la criminalità sta rialzando la testa. Domani, a Taranto, si riunirà il Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica e sabato prossimo, alle 19, si svolgerà una manifestazione con corteo per le strade del paese, ma intanto organizzazioni politiche, movimenti, associazioni e comitati territoriali di Lizzano hanno deciso di costituire il ‘Comitato provinciale per la legalità’ con l’obiettivo di ”fare fronte comune nel contrastare qualunque forma di prevaricazione, violenza e criminalità e promuovere la convivenza civile e democratica”. ”Solidarietà e vicinanza al consigliere comunale Antonio Lecce e agli altri amministratori di Lizzano, vittime nei giorni scorsi di gravi atti intimidatori” é stata espressa dal viceministro dell’Interno Filippo Bubbico.

”Si tratta di una vicenda grave e preoccupante – ribadisce Bubbico -. Lo Stato è presente e saprà agire, grazie anche al prezioso lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, per garantire sicurezza per i cittadini, le imprese e piena agibilità politica per gli amministratori locali”.

”Da quando hanno sparato contro l’abitazione del consigliere del Movimento Cinque Stelle – ha ammesso il capogruppo del Pd Antonio Lecce – non dormo più nel mio appartamento. Qui abbiamo paura: a Lizzano, evidentemente, qualcuno vuole eliminare i partiti di opposizione”. Numerosi sono stati gli attestati di solidarietà nei confronti dei destinatari degli attentati intimidatori. Il sindaco Daio Macripò oggi ha chiesto alle forze dell’ordine una risposta ”forte e determinata” perché Lizzano ”non è il Far West”.

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