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Così le #mafie mettono le mani sul #Molise

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Che in Molise ci siano infiltrazioni mafiose è un dato ormai certo e inconfutabile.

Lo scrive nella sua ultima relazione il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti.

Gli affari delle mafie nella nostra regione si concentrano in alcuni settori specifici dell’economia legale. Le attività legali condotte dalla criminalità organizzata nel nostro territorio rispondono a diverse esigenze ed è possibile individuare varie ragioni d’investimento nei mercati legali. Le mafie in Molise fanno affari principalmente per motivi di occultamento di attività criminali (riciclaggio e reinvestimento di capitali) e per motivi economici (profitto).

Questo dato è di particolare rilevanza per poter analizzare con lente d’ingrandimento i vari investimenti delle organizzazioni mafiose soprattutto in campo immobiliare e societario.

Nei casi in cui l’obiettivo principale è l’occultamento delle attività criminali, è possibile che l’organizzazione mafiosa investa nel settore societario (ad esempio imprese in crisi) dove le nuove normative troppo blande purtroppo facilitano il riciclaggio. In Molise l’attuale fragilità del settore industriale e commerciale potrebbe spingere nuovamente ed in maniera più incisiva le organizzazioni criminali a investire in questi specifici settori.

Le infiltrazioni avvengono soprattutto in società non quotate e di dimensioni limitate questo al fine di ridurre la pubblicità delle informazioni societarie e minimizzare il rischio di essere raggiunte dai controlli. Le nuove mafie si sono notevolmente evolute e investono i loro profitti illeciti in nuove imprese utilizzando prestanomi e riducendo ai minimi termini i rischi di confisca e sequestro dei beni. In Molise, la predilezione delle mafie è per gli investimenti in terreni, fabbricati e appartamenti, più che in azioni e titoli. Uno dei settori che nella nostra regione sarebbe da mettere al setaccio è quello dei sussidi, dei finanziamenti e degli appalti pubblici. Da spulciare a fondo è l’ambito delle energie rinnovabili, mentre, particolare attenzione, meritano i settori dei rifiuti, della sanità, delle infrastrutture, dei servizi pubblici e dei trasporti. Questi campi, insieme con quelli del commercio e dei pubblici esercizi, rientrano nelle categorie in cui la pubblica amministrazione svolge un ruolo decisivo attraverso autorizzazioni e concessioni.

Falcone e Borsellino ci hanno insegnato che le mafie hanno particolare interesse all’infiltrazione nei mercati protetti, poiché la presenza di una rete di politici e funzionari corrotti e collusi consente di ridurre la concorrenza di altre imprese e di controllare le procedure di aggiudicazione e di concessione nonché il settore degli appalti e delle sovvenzioni pubbliche. Altri rami da non sottovalutare sono quelli riguardanti la grande distribuzione, la ristorazione e l’edilizia, soprattutto nei periodi di crisi come quella che sta attraversando in questo momento il nostro territorio. Le mafie investono in campo immobiliare perché traggono vantaggio dalla attuale riduzione dei prezzi.

La mia esperienza, in termini di studi e di ricerche nel settore, mi porta ad affermare che la criminalità organizzata cerca anche il consenso sociale principalmente offrendo posti di lavoro e poi proponendo il voto di scambio. In questi ambiti le mafie per accrescere il proprio potere politico si servono innanzitutto della gestione dei subappalti. Riciclaggio e reinvestimento di capitali illeciti, profitti di vario genere e facile consenso sociale, costituiscono i presupposti che potrebbero spingere ulteriormente le organizzazioni criminali ad investire nell’economia legale della nostra regione. Occorre essere vigili. La mafia è ovunque, anche nei meandri della pubblica amministrazione, e ogni cittadino può e deve combatterla.

In Molise si dice che la mafia non spari. E’ vero, ma semplicemente perché se non li contrasti, loro lavorano sottotraccia. Se invece tutti uniti li contrastiamo, chiudiamo loro gli accessi e facciamo saltare i loro loschi affari, non staranno a guardare. E allora ci vorrà la massima unità possibile per reagire e denunciare chi pretende di comandare nei territori, decidere come e dove si costruisce, come si fanno le giunte, di inquinare, di interrare rifiuti tossici, di corrompere. Le mafie e la politica corrotta costano, e costano soprattutto in termini di servizi a noi cittadini. Il silenzio è complice ma soprattutto crea danni irreparabili!

E’ giunto il momento che la società civile s’impegni concretamente per la legalità contro le mafie. Denunciamo la mafia e tutti i comportamenti mafiosi presenti nella politica e nella pubblica amministrazione.

Vincenzo Musacchio

Vincenzo MUSACCHIO (nato a Termoli 1968), giurista. Si è laureato in Giurisprudenza nel 1992 presso l'Università degli studi “G. D'Annunzio” di Teramo con il massimo dei voti e pubblicazione della tesi in diritto penale sulla Rivista Penale diretta da Gian Domenico Pisapia. Docente di diritto penale presso diverse Università italiane, da ultimo, presso l'Alta Scuola di Formazione della Presidenza del Consiglio in Roma. Attualmente ricopre il ruolo di Presidente della Commissione Regionale Anticorruzione del Molise. Ha lavorato con OLAF sui temi della corruzione e delle frodi in ambito europeo. È membro del comitato scientifico di numerose riviste di diritto penale nazionali ed internazionali. Ha partecipato alla Commissione per la riforma del codice penale (Commissione Vassalli). Ha svolto studi e ricerche per il Consiglio dell'Unione europea in materia di tratta di esseri umani. Ha collaborato con l'Istituto Brasiliano di Scienze Criminali in un progetto internazionale sul rapporto tra economia e criminalità organizzata nell'Unione europea (IBCCRIM). È iscritto all'albo speciale degli esperti di diritto penale del Consiglio d'Europa.

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