Gli italiani schiavi nei campi pugliesi

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Erano imprenditori, ragionieri, carpentieri. Poi è arrivata la crisi e con questa la disoccupazione. Ora fanno i braccianti nelle coltivazioni pugliesi e devono affrontare le leggi dei caporali stranieri e le paghe da fame.

Sono gli “schiavi italiani” raccontati da Fabrizio Gatti sul numero de “l’Espresso”, in edicola. “Otto anni fa – si legge in una nota – Fabrizio Gatti si finse immigrato per raccontare lo sfruttamento nelle coltivazioni di pomodoro pugliesi, oggi in quelle stesse terre sono gli italiani a doversi piegare alle leggi dei caporali e al lavoro in nero con stipendi da fame. Cercando una paga che gli permetta di tirare avanti nella disoccupazione“.

Gatti racconta diverse storie di persone costrette a ritornare alla terra. Vincenzo Micucci, 57 anni, un tempo responsabile contabilità di una delle concessionarie d’auto più grosse della Puglia, ora è operaio agricolo a giornata. Angelo Rasola, geometra, ha chiesto un lavoro a un coltivatore di frutta: “Il titolare dell’azienda mi indica il suo caposquadra, il caporale romeno. Lui mi dice subito: se vuoi, vieni, sono 20 euro al giorno, si comincia all’alba per dodici ore“. Venti euro in nero, sono seicento al mese. Senza contare i giorni di pioggia che non vengono pagati. E quest’anno non ha smesso di piovere. Forse in Romania con 20 euro al giorno si vive. Vengono qui d’estate, vivono ammassati in vecchie case e d’inverno tornano in patria. Ma in Italia con 20 euro al giorno, come fai a mandare avanti la famiglia?”. Tra le testimonianze, anche quella di Saverio, carpentiere, 60 anni, che parla con un caporale del posto: “Quanto pagate a giornata? ‘Gli italiani 40-45 euro’ A contratto? ‘Macché a contratto, qua si fa tutto in nero’“. Antonio V., 58 anni, faceva l’imprenditore vicino a Bari, ma ha chiuso: “Sono finito a lavorare in campagna per 40 euro al giorno. Ho quattro figli, due studiano ancora. È dura“. Laura Prospero, 27 anni, laurea in neuropsicologia e tante porte chiuse, ha invece ottenuto un contratto regolare da stagionale: 35 euro al giorno a raccogliere ciliegie con braccianti marocchini, polacchi, albanesi.

Emilio Lanese

Collaboro con Primapress Agenzia di Stampa Nazionale, occupandomi principalmente del settore cultura. Per la stessa sono stato corresponsabile fanpage. Collaboro con Gosalute, per il quale svolgo le medesime mansioni. Ho lavorato per Lookout-tv.eu, Gotecno e mi sono occupato di Gomolise. Attualmente lavoro con la redazione di Restoalsud per la quale realizzo articoli e ne gestisco l’editing; mi occupo del settore salute e benessere di Gosalute per Tiscali e gestisco la piattaforma Thelemapress per l’inserimento di contenuti su Tiscali per Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

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