La favola di Anna nuova stella del Nabucco

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Teatro Salisburgo

Con una grande festa nel salone intitolato a Karl Bohm, il direttore del Festival di Salisburgo Alexander Pereira – che assumerà il ruolo di sovrintendente al Teatro La Scala già dal primo ottobre 2014 – ha salutato domenica sera l’italianissimo successo della tournee del Teatro dell’Opera di Roma con il Nabucco di Giuseppe Verdi in forma di concerto, tributando l’applauso al maestro Riccardo Muti, al Coro, all’orchestra del teatro romano e a tutti i tecnici.

Si è conclusa così la strepitosa trasferta che ha segnato il tutto esaurito al Grosses Festspielhaus, teatro che suona mirabilmente e ospita oltre tremila persone. File anche fuori nel tentativo impossibile di acquistare biglietti all’ultimo minuto brindando a champagne per le strade di Salisburgo, città che respira con il festival. Tutto questo anche per ascoltare la nuova stella nata rocambolescamente già alla prima del Nabucco, lo scorso 29 agosto, quando la giovane napoletana Anna Pirozzi, in uno di quei casi fortuiti che segnano le carriere, si è ritrovata sullo storico palco al posto della grande Tatjana Serjan, per colpa di un raffreddore che le ha reso impossibile la partecipazione, nel ruolo centrale di Abigaille.

Nella grande scena che vedeva schierati gli oltre 160 componenti del coro e dell’orchestra del Teatro dell’Opera, Anna era proprio al centro del gruppo dei cantanti, al fianco sinistro del maestro Muti che durante tutta l’esecuzione le stava vicino vicino, nel guidarla e visibilmente incoraggiarla verso una carriera che è solo all’inizio. ‘‘È stata bravissima” ha detto Muti già al termine della prima serata, suggellando l’entusiasmo dimostrato subito dal pubblico. Ha raccontato il maestro della suspense della prima con solo ”tre ore di prove e una al telefono con me” prima di sbarcare su un palcoscenico tra i più prestigiosi del mondo insieme al cast di alto livello dei cantanti.

”Mi hanno chiamato appena due giorni prima – ha raccontato Anna Pirozzi – ed io mi sono precipitata con il cuore in gola a Salisburgo. Non era la prima volta che interpretavo Abigaille nel Nabucco, ho vestito i panni di questa donna dal carattere forte al Massimo di Palermo, al Regio di Parma e al Comunale di Bologna, ma mai con il maestro Muti che mi è stato veramente vicino. Mi ha a lungo spiegato il suo modo di vedere il personaggio e l’intera opera”.

A molti la Pirozzi era rimasta nella memoria come una splendida Santuzza nella Cavalleria rusticana andata in scena a Caracalla nell’ambito della stagione estiva del Teatro dell’Opera. Nata a Napoli, Anna Pirozzi ha studiato con il soprano Silvana Moyso proprio al conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, poi a Vienna e con Mirella Freni, Luciana D’Intino, Rockwell Blake e Sylvie Valayre. Ora una carriera splendente che ieri sera è stata celebrata con il maestro Muti e tutto il cast e l’Opera di Roma e il sovrintendente Catello De Martino, in una cena in cui accanto ai tipici piatti austriaci spiccavano delle italianissime e beneauguranti farfalline al pomodoro. Anche Pereira inizia ad assaporare l’atmosfera italiana.

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