L’agonia del Sud

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Impoverito dai tagli statali e dalla riduzione drastica degli investimenti, anche a causa di una burocrazia inefficace, lenta e, spesso, corrotta.

Impoverito dalla perpetuazione della crisi economica che ha accentuato i tassi di disoccupazione – giovanile e femminile soprattutto – e ha allargato la ferita delle disuguaglianze sociali. Con tantissimi giovani che stanno emigrando all’estero.

E con la stragrande maggioranza delle piccole e piccolissime imprese, costituenti l’ossatura dell’organismo produttivo del nostro territorio, incapaci di fare rete tra loro, di internazionalizzarsi e di riconvertire i propri processi industriali.

Troppo poche le aziende virtuose che hanno saputo investire nell’innovazione tecnologica.

E’ impietosa la fotografia scattata sul Mezzogiorno dallo Svimez, ma, allo stesso tempo, l’ultimo studio elaborato dall’associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno rappresenta anche la bussola che andrebbe seguita per intraprendere, con coraggio e determinazione, un percorso di cambiamento e di rinnovamento.

Giuseppe Milano

Nato nel ’83 e cresciuto in un paese alle porte di Bari, tra una confezione di lego e due calci ad un pallone, tra i primi cartoni animati in televisione ad inizio pomeriggio e le intense letture del fumetto Topolino, sin da piccolo ho creduto nella potenza dei sogni e dei dubbi. Crescere come un idealista dalla fortissima spinta etica e nella diffusa percezione, ai tempi del liceo classico svolto in un istituto barese, che “la bontà fosse sinonimo di fragilità o stupidità” e non di disponibilità verso il prossimo, ha comportato qualche disagio relazionale poi brillantemente superato all’università: facoltà di ingegneria. Non proprio una passeggiata. E per esorcizzare, forse, da un lato tutte le iniziali ed oggettive difficoltà incontrate e dall’altro il timore di non riuscire, ho iniziato a fare, spontaneamente, una delle cose più belle del mondo: scrivere. In un piccolo blog. Sono trascorsi alcuni anni. Ho sempre un blog. Le parole per me sono diventate sempre più importanti. Strumenti di verità contro l’imperio della menzogna. Strumenti di pace contro l’egemonia culturale della competizionismo che annulla il prossimo. Strumenti di ricerca per esplorare, esaltando la pratica del dubbio, quel che ancora non conosciamo. La scrittura da un lato e la necessità di saldare idealismo e realismo dall’altro, in un pragmatismo sincero animato da moderno meridionalismo, pertanto, mi ha portato ad essere negli anni anche uno dei cosiddetti “cittadini attivi” negli ambiti della legalità e della sostenibilità ambientale. Con l’impegno civile che mi ha portato, per la prima volta, nel 2011, nella redazione di un giornale: un web quotidiano locale che voleva sfidare il mondo. La non felicissima esperienza professionale ha solo spinto questo romantico e appassionato ragazzo verso altre esperienze professionali ed umane, con la medesima tenacia e consapevolezza dei propri limiti. Convinto che il futuro sia alla nostra portata.

One comment

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    Michele

    20 Novembre 2014 - 07:22

    Pro Capitanata, rete informale tra Sistema Politico e Sistema Produttivo dei territori della Capitanata, il primo esempio nel SUD di solidarieta’ e di integrazione per sopperire ai “tagli statali e dalla riduzione drastica degli investimenti, anche a causa di una burocrazia inefficace, lenta e, spesso, corrotta.”
    Una start up, nata nel 2010, per contenere “la crisi economica che ha accentuato i tassi di disoccupazione – giovanile e femminile soprattutto – e ha allargato la ferita delle disuguaglianze sociali. Con tantissimi giovani che stanno emigrando all’estero.”
    Una strategia per dotare “la stragrande maggioranza delle piccole e piccolissime imprese, costituenti l’ossatura dell’organismo produttivo del nostro territorio, incapaci di fare rete tra loro, di internazionalizzarsi e di riconvertire i propri processi industriali” di un Piano industriale territoriale e per aumentare il numero delle “aziende virtuose in grado di investire nell’innovazione tecnologica.”

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