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Le imprese criminali e la capacità d’inquinare l’economia legale

Le imprese criminali. La capacità di inquinare l’economia legale. Le attività di repressione del crimine organizzato, gli effetti devastanti della corruzione e del riciclaggio sull’economia reale e legale. Lo svantaggio competitivo che le imprese criminali infliggono con violenza, sopraffazione e corruzione alle imprese legali. La legislazione italiana in materia di lotta al crimine.

I principali affari delle imprese criminali e la loro interazione con le imprese legali. I sequestri e le confische dei beni ai mafiosi. Le difficoltà da parte dello Stato di non far morire le aziende tolte ai mafiosi, far perdere posti di lavoro e la credibilità dello Stato.

Sono stati alcuni temi che abbiamo trattato ad un seminario di studi organizzato dalla Università Federico II grazie alle capacità organizzative del professor Roberto Vona, ordinario di Economia e gestione delle imprese, e del procuratore di Benevento Giovanni Conzo che sono responsabili e coordinatori scientifici del Laboratorio di Economia e Management delle imprese criminali.

Davanti a duecento tra studenti laureandi, giovani avvocati, commercialisti e uomini delle forze dell’ordine hanno discusso di repressione e normative il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, il comandante regionale della Campania della Guardia di Finanza, Fabrizio Carrarini, e il presidente dell’Ordine dei Commercialisti, Vincenzo Moretta.

Mai vista tanta attenzione, silenzio e competenza rispetto soprattutto alla relazione svolta dal procuratore Colangelo che ha messo a disposizione la sua cultura giuridica e la sua esperienza di capo dell’ufficio inquirente Napoletano usando un linguaggio semplice e diretto apprezzatissimo dai ragazzi che poi hanno potuto porre al magistrato anche tantissime domande.


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