L’indifferenza che uccide la mia Bari

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Lo sapete che a Bari, per decine di migliaia di cittadini, il problema principale è la povertà, con sempre più famiglie che sopravvivono con meno di 600 euro e con la Caritas che non riesce ad aiutare tutte le persone bisognose?

Lo sapete che, oltre all’altro grande dramma connesso al precedente della disoccupazione (soprattutto femminile), a Bari è sempre più preoccupante il consumo di cocaina?

Lo sapete che almeno il 65% dei commercianti e dei ristoratori paga il pizzo?

Lo sapete che il Comune di Bari, come ha fatto con successo mesi fa quello di Milano, se solo lo volesse veramente, potrebbe chiudere domani mattina moltissime attività nelle quali ci sono le slot machine e tutte le macchinette che favoriscono l’azzardo?

E lo sapete che l’economia criminale, nel 2013, solo nella nostra città, ha fatturato oltre un miliardo e mezzo di euro? Ecco, ora lo sapete. Non siate indifferenti.

Le cose non cambiano con la mera indignazione, ma con una pragmatica e coraggiosa ribellione culturale e morale.

Giuseppe Milano

Nato nel ’83 e cresciuto in un paese alle porte di Bari, tra una confezione di lego e due calci ad un pallone, tra i primi cartoni animati in televisione ad inizio pomeriggio e le intense letture del fumetto Topolino, sin da piccolo ho creduto nella potenza dei sogni e dei dubbi. Crescere come un idealista dalla fortissima spinta etica e nella diffusa percezione, ai tempi del liceo classico svolto in un istituto barese, che “la bontà fosse sinonimo di fragilità o stupidità” e non di disponibilità verso il prossimo, ha comportato qualche disagio relazionale poi brillantemente superato all’università: facoltà di ingegneria. Non proprio una passeggiata. E per esorcizzare, forse, da un lato tutte le iniziali ed oggettive difficoltà incontrate e dall’altro il timore di non riuscire, ho iniziato a fare, spontaneamente, una delle cose più belle del mondo: scrivere. In un piccolo blog. Sono trascorsi alcuni anni. Ho sempre un blog. Le parole per me sono diventate sempre più importanti. Strumenti di verità contro l’imperio della menzogna. Strumenti di pace contro l’egemonia culturale della competizionismo che annulla il prossimo. Strumenti di ricerca per esplorare, esaltando la pratica del dubbio, quel che ancora non conosciamo. La scrittura da un lato e la necessità di saldare idealismo e realismo dall’altro, in un pragmatismo sincero animato da moderno meridionalismo, pertanto, mi ha portato ad essere negli anni anche uno dei cosiddetti “cittadini attivi” negli ambiti della legalità e della sostenibilità ambientale. Con l’impegno civile che mi ha portato, per la prima volta, nel 2011, nella redazione di un giornale: un web quotidiano locale che voleva sfidare il mondo. La non felicissima esperienza professionale ha solo spinto questo romantico e appassionato ragazzo verso altre esperienze professionali ed umane, con la medesima tenacia e consapevolezza dei propri limiti. Convinto che il futuro sia alla nostra portata.

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