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Il Primo Maggio di Taranto “salta” ma si celebra con un docufilm

Il concertone del Primo Maggio di Taranto, organizzato da Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, è annullato quest’anno.

La storia di Taranto in un docufilm

In sostituzione al concerto live da Taranto, è stato realizzato un docufilm, la cui regia sarà curata da Giorgio Testi, Francesco Zippel e Fabrizio Fichera. Oltre che per il lockdown dell’emergenza Coronavirus, anche per rispetto nei confronti di tutte le vittime della pandemia. Lo precisano gli attivisti del Comitato e i tre direttori artistici Michele Riondino, Roy Paci e Diodato. Il tema del docufilm è la storia di Taranto, e le battaglie di chi lotta per recuperarne la bellezza e restituire ai suoi lavoratori la piena dignità e sicurezza.

L’ #UnoMaggiodiTaranto cambia pelle

https://www.facebook.com/unomaggiotaranto/videos/923533764760502/

 

“Il racconto audiovisivo, si svilupperà attraverso una serie di stanze tematiche in cui verranno ospitati contributi di artisti e testimonianze”. Un mix di live performance (in lockdown),  filmate “con telefonini, animazioni con voce fuori campo e musica, interviste e testimonianze dirette”. La storia di Taranto, ci ricorda quello che oggi stiamo vivendo in scala mondiale, e che può ben essere presa a simbolo degli errori delle politiche che si sono susseguite in questi anni.

Non bisogna restare in silenzio

Inevitabile, la scelta di annullare il concerto che da 7 anni celebra la giornata dell’1 maggio, al Parco Archeologico delle Mura Greche di Taranto. “Questa scelta nasce – si legge in una nota – oltre che dal lockdown stabilito per decreto, dal rispetto nei confronti di tutte quelle vittime che ha causato questa pandemia. La contrapposizione che il mondo sta vivendo, tra salute e lavoro, è una piaga che da decenni coinvolge e dilania il territorio tarantino. Pur abbandonando la forma del concerto, è importante, in questo momento più che mai, non restare in silenzio e portare la testimonianza di lotta e le riflessioni raccolte in questi anni a un pubblico ancora più ampio”.


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