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404 milioni per la #sanità. #Emiliano: “Da ospedale a territorio, vera svolta”
19 Feb 2016 08:35

Siamo ad una vera svolta che non ci consente alcun altro tipo di ragionamento, né di campanile né di altra natura, se non quello ispirato a criteri di territorialità, solidarietà ed economicità. Con l’ultimo piano di riordino sono state chiuse in Puglia molte strutture ospedaliere con l’intesa, con i territori, che sarebbero state riaperte con funzioni non ospedaliere ma sociosanitarie, soprattutto medicina del territorio. Molte cose di straordinaria importanza che prima venivano scaricate sugli ospedali, ad altissimo costo, ora potranno essere gestite in modo diverso, direttamente sul territorio.

Quello che presentiamo oggi dunque, in connessione con il piano di riordino ospedaliero è il vero punto di svolta della sanità pugliese che consiste nel riequilibrare il sistema, in molti casi ancora molto ospedalocentrico, sul territorio. Ciò si rende necessario non solo perchè questa è una regola che deriva da un migliore trattamento delle patologie, e quindi dall’interesse del cittadino, ma soprattutto perchè questo ci consente di abbassare la nostra spesa sanitaria. Noi spendiamo di più per un cittadino malato che non per un cittadino sano.

Quando accade questo, vuol dire che sei organizzato male. E non solo in Puglia, ma in Italia. Il Servizio Sanitario Nazionale infatti negli anni è diventato il più potente meccanismo, distorto, di spesa pubblica. Tornare indietro e disincrostare questo sistema è un obiettivo che si può realizzare, dal nostro punto di vista, con questo processo cui stiamo lavorando e che comprende, tra le altre cose, investimenti in tecnologia, per esempio poter curare le persone da casa e monitorarle, o avere la possibilità di prevenire le malattie cardiologiche e gestire gli scompensi cardiaci.

E questo perché evidentemente il processo è giunto a maturazione e le regole che ci sono imposte sono molto particolari. Ad esempio, il costo del personale ha dei limiti fortissimi in sanità. Noi dovremmo decidere venerdì prossimo (a Roma in commissione sanità ndr) cosa fare della quota eccedente la cifra che dobbiamo pagare come stipendi e che ammonta a circa 242 milioni di euro.

Dovremmo decidere cioè quale parte di questa somma andrà in deroghe sulle assunzioni del personale e quale invece andrà sul rinforzo del sistema del quale stiamo parlando oggi con l’utilizzo di altre fonti di finanziamento quali i fondi europei. Stiamo cercando di recuperare il tempo perduto e credo che a breve potranno partire i cantieri che doteranno molti comuni di queste strutture delle quali c’è una vera e propria fame.


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