Cambiare il Sud per cambiare l’Italia

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Venerdì sera ho partecipato alla presentazione del libro di Francesco Lo Giudice, “Cambiare il Sud per cambiare l’Italia”. Il contesto e le modalità di presentazione sono state diverse dal solito perchè realizzate all’interno del Meeting dei Giovani della Provincia di Cosenza che gli amministratori del piccolo, ma non silente, Comune di Marano Principato, portano avanti dal 2012.

Negli ultimi anni, per fortuna, tanti libri hanno iniziato a raccontare un Sud che, nonostante i problemi e le difficoltà, cerca di costruire la propria rinascita, ricercando modi e strumenti nuovi per uscire da quella sindrome di vittimismo e assistenzialismo che lo ha reso immobile per tutto questo tempo. Il libro di Francesco Lo Giudice va in questa direzione e, pur non avendolo ancora letto, mi sono bastate le conclusioni dell’autore al dibattito per comprendere che si chiede ai giovani, soprattutto, di prendere coscienza perchè il sud ha tutte le risorse e le capacità per rivoluzionare la propria condizione.

Tutti d’accordo su questo. Ma quanto tempo dovrà passare ancora??? Io credo che abbiamo già preso coscienza da diverso tempo di tutte le risorse umane e il potenziale di ogni genere che nella nostra Calabria si spreca o in qualche modo riesce ad emergere. Il fermento è evidente : dall’argomento startup e innovazione arrivato fin qui grazie al primo piede messo da un gruppo di giovani che hanno creato Startup Calabria e con un evento a Trebisacce nell’estate 2013 hanno raccolto centinaia di persone con l’istinto di cambiare le cose che non funzionano; al tema caldo della legalità che nelle scorse settimane in un dibattito a Cosenza ha coinvolto tanti giornalisti affamati di libertà e per troppo tempo ridotti in schiavitù dalla commistione tra cattiva politica e falsa imprenditoria; per finire con le tante iniziative di solidarietà come la nascita del primo Emporio solidale a Crotone (dunque in Calabria) ad opera di una rete effettiva di associazioni e cooperative, al progetto di un ospedale più a misura di bambino grazie all’associazione Gian Marco De Maria che è entrata nella mission di Trenta Ore per la Vita che partirà sulla Rai nella prossima settimana.

C’è una Calabria e un Sud che non restano a guardare. Ma siamo ancora in pochi e troppo strette sono le maglie che impediscono a questi virus del fare e del positivio di contagiare la massa che dorme, facendo finta che nulla accada e niente si possa fare. Già, la massa…quell’invariata composizione di persone che non prendono posizione, che non vogliono mettere i politici in una condizione scomoda, quelli che non si rendono conto che se continueremo ad esprimere una classe politica che fa finta di poter continuare a prenderci in giro, non ci guadagneranno niente perchè niente è ciò che oggi i politici possono promettere.

Cambiare il Sud per cambiare l’Italia è un obiettivo molto ambizioso, ma sono tra quelle persone che ci crede e pensa che siamo noi meridionali a dover compiere lo scatto di reni per invertire certi processi contorti del nostro Paese. E’ arrivato il momento di non aspettarsi più nulla da nessuno, questo è il pensiero che ci deve accompagnare ogni mattina se vogliamo fare la differenza e non pensare solo di essere differenti.

Anna Laura Orrico

Sono a nata a Cosenza nel 1980 e sono da sempre convinta che qualunque forma di cambiamento (sociale, economico, politico, etc.) possa nascere e crescere solo con la spinta “dal basso”, ovvero di un gruppo di persone o di comunità che sperimentano ogni giorno cosa vuol dire provare a cambiare direzione e farla cambiare anche agli altri. Mi sono laureata all’Università della Calabria in Scienze Politiche e ho fatto qualche esperienza interessante nella cooperazione internazionale, seguendo un progetto in Burundi. Ho viaggiato e sperimentato me stessa in diversi progetti, tutti sempre a stretto contatto con l’idea che si può immaginare e lavorare per migliorare qualcosa di ciò che sta intorno a noi. Ritornata in Calabria mi sono immersa nella sfida di dare concretezza e identità all’Associazione Io resto in Calabria con la quale ho realizzato tanti progetti di rinascita civile e morale, rivolti in gran parte ai giovani: Gocce di (buona) politica, scuola di cittadinanza attiva e partecipazione politica; Calabria Day, iniziativa che ogni anno si pone l’obiettivo di raccontare la Calabria delle storie positive e farlo coinvolgendo i protagonisti delle stesse e i giovani per far si che non credano che la nostra regione è solo ‘ndrangheta e malaffare. Sono una Project Manager del cambiamento, se posso osare, perchè mi piace coinvolgermi in tutte le iniziative dove è possibile esprimere un linguaggio nuovo, che parli di merito e non di raccomandazione, che parli di poter fare qualcosa piuttosto che apsettare che qualcuno ci regali qualcosa. Oggi sto lavorando per far nascere a Cosenza il primo Talent Garden del Sud Italia. Sarà uno spazio di coworking dedicato all’innovazione, da tutti i punti di vista e con tutte le idee talentuose che stanno emergendo e potranno avere una casa dove sperimentarsi.

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