Cari insegnanti, educate a realizzare nuove cose

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Signori insegnanti, che applicate le “griglie” di valutazione ‘oggettive’; che pretendete i componimenti siano svolti secondo regole ‘matematiche’ (non più di ventisette righe, esame del testo dentro una schema rigido); che date premi per le traduzioni ‘letterali’, ed al termine ‘giusto’ al ‘posto giusto’…

Vi rendente conto che siete diventati strumento di un sistema che soffoca il libero pensiero?

Che state applicando regole di valutazione, le quali mirano a creare individui inquadrati, abituati a pensare con le parole altrui, a colorare dentro i contorni, rocciosamente convinti che il quindicesimo rigo sia più importante di una decisione sensata e tempestiva, di una forma elegante, o di una idea originale?

Individui che, avendo nella mente soltanto quadrati, non riconosceranno le forme rotonde?

E le vorranno coercibili dentro i loro quadratini?

Che l’educazione è un sottile gioco di risacca, tra la libertà e la disciplina?

Che la disciplina non è un muro invalicabile, un abito da indossare per tutta la vita; ma fondamenta: e che, poi, servono martello, incudine, mantice: strumenti per costruire cose nuove?

Gennaro Varone

Gennaro Varone, nato a Taranto il 16 maggio 1964. Magistrato dal 1989, attualmente con funzioni di sostituto procuratore presso il Tribunale di Pescara.

One comment

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    lorenzo

    17 Settembre 2015 - 23:09

    Penso che lei abbia le idee un po’ approssimative e confuse su quello che fanno gli insegnanti..

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