Ho imparato che quasi mai è colpa di chi è più debole

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Passo molto tempo su autobus e treni. Non sento parlare d’altro che degli stranieri che rubano e ci tolgono il lavoro e chiedono l’elemosina e insozzano le città e devono essere cacciati a calci al loro paese o lasciati annegare nel Mar Mediterraneo.

Questa è l’Italia reale. Dobbiamo ascoltarla? In genere sono persone di mezza età. Un filo di rabbia sul volto.

Sempre accigliati. Ce l’hanno con qualcuno. Forse è il tempo che passa. Le cose perdute. La paura.

I figli disoccupati. Le medicine che costano caro. La pensione che non basta.

E pensano che sia colpa di quel muso nero.

Potrei rispondere tante cose. Ma non me la sento.

Non ho voglia di litigare con chi ha un problema.

Farei con loro quello che loro fanno con gli immigrati. Scaricare la tensione sugli ultimi della fila.

Io ho imparato che quasi mai è colpa di chi è più debole.

E che, anzi, se ho una strada nel dolore, è quella di guardare negli occhi lo stesso dolore, e trovare così forza. Unione.

Ma sono discorsi complicati da fare sugli autobus, o sui treni.

Così mi tappo le orecchie e fingo di dormire.

Che me ne fotte dell’Italia reale se posso non ascoltare?

Antonio Menna

Antonio Menna è nato a Potenza ma vive a Napoli da bambino. Laureato in Scienze politiche, ha cominciato a collaborare con i giornali a 18 anni e non ha più smesso. E' iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 1991. Collaboratore del quotidiano Il Mattino, suoi articoli sono apparsi su testate nazionali e locali, tra cui Il Manifesto, Liberazione, la Tribuna, i settimanali Vita e Avvenimenti, il mensile La Voce della Campania, il sito web Fanpage. Si occupa anche di uffici stampa, social media e comunicazione sul web. Nel 2007 ha pubblicato il suo primo romanzo, Cocaina & Cioccolato (Cicorivolta edizioni), seguito nel 2009 da Baciami molto (Cicorivolta edizioni), nel 2012 da Se Steve Jobs fosse nato a Napoli (Sperling & Kupfer), nel 2013 da Tre terroni a zonzo (Sperling & Kupfer). Ha vinto il premio letterario Elsa Morante – Nisida, nel 2012, e il premio giornalistico Francesco Landolfo, nel 2013. Ha un blog molto seguito (www.antoniomenna.com).

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