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Il master plan e il #carosello di Gino Bramieri

Agli inizi degli anni ’70 impazzava un tormentone, derivato da uno spot di Carosello.

In esso, un paffuto Gino Bramieri, diceva: “E mò e mò e mò….Moplen!’

Mi sovveniva tale slogan pensando in questi giorni al famoso Master plan.

Che appunto assomiglia sempre più ad uno slogan e meno ad un plan.

Lo aspettano da due mesi: economisti, giornalisti, governatori, politici e uomini a cui sta a cuore il Sud.

Eppure del plan non v’è traccia e si tinge ormai di giallo.

Cosa sarà mai?

Su molte testate web e cartacee del Sud, ho visto comparire interrogativi sul tema. Che montano.

Ma dai palchi cui si fa politica si parla di tutto. Primarie, sindaci di Roma, Milano e Napoli, legge del Senato, soldi ai bimbi poveri, lotte a pro e contro (?) immigrati, interventi militari. Tutti temi nobili e nobilissimi.

Ma il Sud è meno nobile?

Io credo che a un gruppo di persone in causa, non interessi molto l’argomento, e aspettano che defenestri nel dimenticatoio.

Come il tema del nucleare da smaltire, come l’emergenza maltempo e tanti altri accidenti che vanno e vengono nella mente del cittadino.

Se ne parlerà semmai di esso quando si vota. Quindi nel 2018.

Nel frattempo tutti se la prendono con comodo.

Forse il pensiero dominante è che gli individui del Sud, devono essere più o meno ancor quelli descritti da Ignazio Silone, Emilio Levi, Corrado Alvaro, Francesco Jovine, magari quelli di De Roberto. Che problema c’è allora?

E andiamo avanti in allegria, con un Mezzogiorno ormai in ginocchio, tra mense della Caritas sempre più affollate e gli ultimi spiccioli messi da parte vent’anni fa da nonna Franca o Zio Erminiuccio, che stanno finendo.

Ma noi del Sud siamo tutelati dai diritti inconfutabili di una Costituzione, che porta il contributo di Calamandrei, Crisafulli, Torrente, Moro, Basso, Ambrosini, Perassi, Tosato, Ruini, Bozzi.

Giuristi che hanno costruito il modello costituzionale più studiato al mondo, che non concede spazio alle sperequazioni.


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