Il Paese debole nel cambiamento inarrestabile

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Via al nuovo anno, e credo sia utile una riflessione sul nostro paese in una complessa fase storica che nasce con il crollo del muro di Berlino e prosegue già negli anni novanta con il rapido processo di apertura dei mercati (globalizzazione), il varo dell’Euro e l’avvio di un inarrestabile sviluppo tecnologico che sta cambiando profondamente il nostro mondo, la società, i suoi costumi, le imprese, il lavoro.

Il paese arriva in questa fase storica, nella peggiore stagione politica ed economica, durante le stragi di mafia, la drammatica crisi valutaria del 1992, il crollo e la dissoluzione della prima Repubblica.

Finisce allora la “rendita politica” degli anni 70 e 80, ed emerge l’irresponsabilità di un paese e di una classe dirigente, capace unicamente di costruire il consenso con il debito, le clientele, l’inflazione, le svalutazioni.

L’ingresso nell’Euro, procurò un oggettivo vantaggio, con tassi più bassi e con una riduzione del debito; mancarono purtroppo le riforme necessarie a rendere competitivo il nostro paese e le nostre aziende.

Mentre la Germania nel 2003 varava un pacchetto di riforme che di lì a poco sarebbero state alla base della nuova e forte capacità competitiva tedesca, il nostro paese, per varie ragioni, “politiche ed economiche” è rimasto ingessato, dentro un feroce scontro politico e l’assenza delle riforme necessarie!

La crisi del 2008 ha fatto emergere la debolezza strutturale del nostro paese, la capillare illegalità (corruzione e mafia), gli effetti devastanti delle rendite e delle corporazioni.

Il nuovo governo, pur in un quadro macroeconomico complesso, ha avviato un processo di riforme che si è già in parte realizzato, con una parte importante del job act.

Per il nostro paese è l’ultima scommessa, dopo questo governo c’è “le deluge” e cioè la Troika.

Ivan Lo Bello

Vice Presidente nazionale di Confindustria

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