Questa volta intendo scrivere qualcosa che possa anche suscitare un dibattito.

Dobbiamo prendere atto che a tutti i Partiti politici presenti in Parlamento interessi poco o nulla il Mezzogiorno d’Italia ed, in particolare, la Calabria. È vero che questa Regione conta poco elettoralmente e non sono quindi i suoi elettori a determinare il risultato politico nazionale, ma è altrettanto vero che le varie Amministrazioni regionali calabresi, alternatesi nel tempo, sono solo riuscite a farla sprofondare nell’emergenza e nei conseguenti commissariamenti, che hanno finito con far allontanare l’attenzione dovuta da parte dei Governi e dei Partiti nazionali. In tutto ciò anche la ‘ndrangheta ha le sue buone responsabilità, se pur la pervasività e la potenzialità della stessa a molti amministratori è servita anche da “alibi”.

In tale contesto si parla della necessità di riforma della legge elettorale. Tutti i Partiti ne hanno fatto il proprio cavallo di battaglia durante la campagna elettorale, ma oggi stanno purtroppo dimostrando che rimane utile tenere assecondati i parlamentari ai propri capi politici, i quali possono “imperare” a proprio piacimento.

Allora prima della legge elettorale credo vadano riformati i Partiti politici, i quali pur essendo stati allertati, prima dal Governo tecnico, poi dal consenso ottenuto dal M5S e dall’elevato astensionismo, oggi sembrano solo desiderosi di mantenere il potere per il potere, senza pensare quanto accade al loro interno e che, a mio avviso, non fa altro che continuare ad allontanare l’elettorato dalla politica.

Lo stesso M5S che aveva ottenuto un inatteso risultato, si è rivelato un movimento patronale ed è ormai in stato emorragico interno ed esterno.

Il PD, anzichè pensare di accelerare il proprio congresso nazionale al fine di unire le variegate frange interne, continua a governare supportando i “desiderata” di Berlusconi. Quest’ultimo intende rilanciare la nuova FI, con a capo la Santanchè (sulla quale è preferibile tacere!), sostenendo, però, di voler sempre essere “il numero uno” del PDL, Partito di coalizione nel quale dovrebbero entrare, oltre naturalmente la nuova FI, anche i nuovi Partiti costituenti di destra, FdI compreso. Alla faccia del rinnovamento!

Accanto a ciò ogni giorno assistiamo alla nascita di Movimenti, con i più disparati nomi e fini, ma sicuramente presenti con i propri simboli nelle prossime campagne elettorali. Pensare che in Calabria è nato il movimento “Liberi di ricominciare” con l’unico scopo di impedire l’applicazione della legge sullo scioglimento dei Consigli comunali per infiltrazione mafiosa!

Senza sottovalutare i Partiti dei Presidenti (Governatori!) che non sono stati bloccati in tempo e che hanno finito col far perdere consensi ai rispettivi Partiti di coalizione ed hanno portato ad inaccettabili situazioni, quale quella esistente in Calabria, dove le liste del Presidente Scopelliti hanno persino i propri eletti in Regione e lo stesso Presidente (peraltro plurinquisito!) mantiene anche l’incarico di coordinatore regionale del PDL. Cosa accadrà con la nascita della nuova FI?

Cosa accadrà dopo il Governo nazionale di coalizione nella prossima campagna elettorale, al di là della legge con la quale gli elettori verranno chiamati? Cosa dirà il PD del PDL e viceversa?

Come si vede senza una vera riforma dei Partiti politici non so come si potrebbe applicare quella delle legge elettorale!

E allora alla Politica si dovrebbe chiedere solo quella responsabilità che fino ad oggi non ha saputo evidenziare.