La mia Napoli a Capodanno

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Volevo scrivere una cosa su Napoli piena di turisti e ingessata da capo a piedi, da Palazzo reale al San Carlo, con decine di impalcature dove non si lavora, come fossero gessi per le fratture che guariscono da sole.

Su Napoli piena di turisti che passeggiano tra 200 chiese chiuse e strade sporche e caotiche; su Napoli dove si muore in casa uccisi da un oggetto misterioso che si chiama proiettile vagante; piena di turisti che, nonostante tutto, con gli occhi rapiti dalla magia, si infilano nei Quartieri Spagnoli e io che vorrei dire ai motorini che gli ronzano intorno, abbiatene cura, siate educati; e poi parlare ai salumieri, ai macellai, ai fruttivendoli, ai ristoratori, ai pizzaioli, per dirgli trattateli bene, fateli mangiare con abbondanza, fategli un regalo, un conto onesto, siate professionali, puliti, seri, all’altezza della situazione; e ditela una parola in inglese, ogni tanto, che quando vado all’estero, fosse anche la Lituania, lo parlano tutti, pure i tassisti.

Volevo scrivere una cosa su questa Napoli che fa il pienone di turisti a Capodanno, e gli offre Gigi D’Alessio nella città di Lenòr Fonseca e Roberto De Simone e Raffaele Viviani, poi mi sono detto “ma che parlo a fare sempre delle stesse cose?”, e ho desistito.

Antonio Menna

Antonio Menna è nato a Potenza ma vive a Napoli da bambino. Laureato in Scienze politiche, ha cominciato a collaborare con i giornali a 18 anni e non ha più smesso. E' iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 1991. Collaboratore del quotidiano Il Mattino, suoi articoli sono apparsi su testate nazionali e locali, tra cui Il Manifesto, Liberazione, la Tribuna, i settimanali Vita e Avvenimenti, il mensile La Voce della Campania, il sito web Fanpage. Si occupa anche di uffici stampa, social media e comunicazione sul web. Nel 2007 ha pubblicato il suo primo romanzo, Cocaina & Cioccolato (Cicorivolta edizioni), seguito nel 2009 da Baciami molto (Cicorivolta edizioni), nel 2012 da Se Steve Jobs fosse nato a Napoli (Sperling & Kupfer), nel 2013 da Tre terroni a zonzo (Sperling & Kupfer). Ha vinto il premio letterario Elsa Morante – Nisida, nel 2012, e il premio giornalistico Francesco Landolfo, nel 2013. Ha un blog molto seguito (www.antoniomenna.com).

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