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L’ex sindaco di Forza Italia entra nel Pd. E io mi dimetto

Mi dimetto dalla Segreteria Provinciale del Pd a Ragusa, dal ruolo di Responsabile regionale del PSE (Partito Socialista Europeo) e mi auto-sospendo dal Partito Democratico.

Le motivazioni sono tante, tantissime ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’ingresso nel Partito Democratico ragusano di “personaggi” del centro destra.

Appresa dai giornali la notizia che l’On. Nello Dipasquale, ex Sindaco di Forza Italia della mia città, entrava nel Partito Democratico, insieme ad altri del centro destra siciliano, ho iniziato a manifestare pubblicamente il mio dissenso. Tra l’altro vengo a conoscenza del fatto che anche il Consigliere Comunale di Ragusa Mario Chiavola, ex Alleanza Nazionale, ha effettuato l’iscrizione al Pd. Ci tengo a precisare che non ho nulla contro le “persone” ma sono assolutamente avversa al mutamento identitario del Pd che negli ultimi mesi è stato accentuato dal “nuovo” modo di intendere la politica da parte della dirigenza nazionale.

E se è vero che il campo di battaglia non si abbandona alle prime difficoltà, altrettanto vero è che le modalità con le quali è stata condotta questa “fase” ed, in particolare, la scelta di far entrare “personaggi” di centro destra nel Pd, a parer mio, anziché rappresentare un “cambiamento” ed il rispetto dell’elettorato, rasentano la negazione totale della nostra storia e dei valori sulla quale abbiamo fondato questo partito.

Una scelta, l’ennesima, studiata a dovere nelle stanze del potere. Non ho condiviso i metodi e il diktat nazionale che costituisce, a mio avviso, un’arbitraria ed intollerabile intromissione nella vita democratica del Pd della Provincia di Ragusa e come sempre mortifica l’autonomia e l’intelligenza dei suoi gruppi dirigenti e di tutti i militanti. Il fatto che la tessera a Dipasquale sia stata data dal nazionale è di una gravità inaudita. Chi si iscrive on line, in base al regolamento, riceve una “pre-iscrizione” ma poi dovrà andare al circolo della propria città per ritirare la tessera firmata solo esclusivamente dal Segretario di quel circolo o al massimo dal Segretario provinciale. Io apprendo invece che la tessera viene mandata direttamente dal nazionale senza fare alcun passaggio con il territorio e senza valutare la compatibilità con le regole presenti nel nostro Statuto. Da Roma dicono che “ormai le tessere possono essere inviate direttamente da loro quando si tratta di iscrizioni on-line”. Dicono che “le cose sono cambiate”.

Mi chiedo: quando hanno cambiato le regole? E quando è stato votato il presunto “nuovo” regolamento”? Non mi sembra che né in Assemblea Nazionale e né in Direzione nazionale sia stato fatto alcun passaggio che modifica di fatto lo Statuto e il regolamento del tesseramento. Non si può non rilevare, inoltre, la assoluta anomalia dell’intera vicenda. Dipasquale, oltre ad essere il promotore di un movimento di centro destra “Territorio” (che non ha sciolto) che per storia, valori e visioni è sempre stato contrapposto al Partito Democratico ragusano, è il deputato regionale di “Megafono”. Caso strano e singolare è che tale movimento politico, costituito dal Presidente Crocetta, in molte realtà siciliane si trova in giunta con il centro destra ed è in forte contrapposizione con il PD. Lo stesso movimento che alle scorse amministrative si è presentato, nella maggior parte dei casi, alleato con il centro destra contro il Partito Democratico. Ma essendo il movimento del Presidente Crocetta, che con un piede sta dentro e con l’altro sta fuori dal Pd, il Partito Democratico siciliano non hai mai adottato provvedimenti nonostante le continue lamentele, da parte di molti dirigenti e militanti, rispetto a questa enorme contraddizione in palese violazione delle regole statutarie. Tra l’altro non comprendo per quale motivo i deputati regionali di Megafono non sono stati autorizzati ad entrare nel gruppo parlamentare del Pd all’ARS ma viene consegnata loro (dal nazionale) la tessera del Pd. Altro atteggiamento irregolare e fuori da ogni logica.

Pertanto, il prevalere di questi atteggiamenti che, oltre a snaturare l’identità del Partito Democratico di cui sono stata fondatrice e a cedere anche sul piano della dignità politica e personale, comporta, almeno per me, la libertà di assumere una decisione molto dolorosa ma coerente con i miei valori e la mia idea di “sinistra”: mi dimetto dalla Segreteria Provinciale e dal ruolo di Referente regionale del PSE (Partito Socialista Europeo) e mi autosospendo dal Partito Democratico. Alle scorse amministrative mi sono rifiutata di votare un’alleanza che univa una parte del Pd ragusano con “Territorio”, Pdl e Udc per una questione di “dignità” e di rispetto nei confronti di tutte quelle persone che rappresentiamo. Oggi non mi si può chiedere di restare in silenzio e inerme di fronte a quanto accaduto. Rimango coerente con me stessa a costo di rinunciare ad una delle esperienze più belle della mia vita.

Questo non è il modello di partito a cui ho aderito. La mia idea naturale di Pd è quella del partito di tipo associativo, con una adesione fortemente sentita (la tessera), una struttura organizzativa efficace, il coinvolgimento dei militanti, soprattutto, e un confronto aperto sulle decisioni che determinano il futuro di questo Paese e della nostra isola. Il Pd doveva essere un “partito nuovo, non un nuovo partito”. Un partito che, attraverso il rinnovamento delle idee, dei progetti e anche della classe dirigente (rinnovamento non tanto anagrafico ma del modo di fare politica), sarebbe dovuto essere innovativo e riformista. Quel partito che avrebbe dovuto rappresentare un vero cambiamento morale e civile, oltre che politico. Un partito coinvolgente ma che, invece, oggi riesce solo a deludere talmente tanto da allontanare le persone, soprattutto i giovani come me che vivono un sentimento di profondo smarrimento. Infatti, nel giro di pochi giorni, appresa la notizia dei nuovi “compagni”, tutti coloro che ero riuscita ad avvicinare al gruppo Civati di Ragusa e alla Segreteria Provinciale si sono riallontanati, delusi, come un’alta marea estemporanea e prematura. Sono circa una sessantina (30 solo di Ragusa) i militanti che non rinnoveranno più la tessera del Pd. Questa è una grande sconfitta non solo per me ma per l’intero partito che nei fatti, da quando c’è Renzi, è diventato un partito di conservazione, dove chi la pensa diversamente viene emarginato e dove si spalancano le “porte” a tutti coloro, indistintamente dalla propria storia politica e culturale, che hanno un consenso necessario ad accrescere il potere del Segretario-Premier.

E’ davvero difficile trovare le parole giuste per spiegare la mia profonda delusione e amarezza. In questo partito ci sono cresciuta. Ho sofferto tanto, ho ricevuto delusioni ma per fortuna anche tantissime soddisfazioni. Ho costruito una rete di relazioni personali e politiche non indifferente. Ho creato legami profondi con tanti amici e compagni. E con il progetto di cambiamento, quello vero, lanciato da Pippo Civati alle scorse primarie avevo trovato la mia dimensione ideale, un vero punto di riferimento ed un punto fermo da dove ricominciare a costruire le basi per un nuovo centro sinistra. A lui, rimasto sempre coerente al mandato elettorale e alle sue idee, devo tanto, tantissimo. Continuerò a sostenerlo, continuerò a far parte di questo meraviglioso gruppo che Pippo è riuscito a creare valorizzando le migliori eccellenze e competenze. Resterò sempre a suo fianco, per il contributo che posso dare, anche senza la tessera del Pd.

Come diceva Giorgio La Pira la politica è “un impegno verso gli altri che deve portare con sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di prudenza, ascolto, tolleranza, onestà e giustizia”. Sin da quando ero piccola, ho avuto la percezione che la politica fosse importante per la vita di ognuno di noi. Sono stata sempre convinta del fatto che la partecipazione rendesse libero l’uomo. Libero di esprimersi, di decidere, di confrontarsi e anche di sbagliare. Io all’interno del Partito Democratico mi sono sempre sentita Libera nel partecipare attivamente alla vita politica della mia città e del mio Paese per contribuire a quel cambiamento che attendiamo da tempo. Per questo continuerò a mettere al servizio della collettività il mio impegno.

Con grande dispiacere ma con i bei ricordi nel cuore lascio la Segreteria Provinciale ringraziando il Segretario Giovanni Denaro per la fiducia che ha voluto darmi. Non ho mai chiesto “ruoli” nel Pd, a differenza di tutti quelli che in questi mesi hanno innescato diverse polemiche, ma il Segretario ha voluto valorizzare la mia esperienza. Sono fiera ed orgogliosa di aver votato una persona che con tanta umiltà e con enorme coraggio sta cercando di ricostruire un partito, quello ibleo, che da anni versa in condizioni disastrose a causa di chi invece di pensare all’interesse collettivo pensa al suo posizionamento creando polemiche e rotture dannose per tutti. A lui e a tutti i membri della Segreteria auguro un’intensa e autentica opera di cambiamento necessaria per tutto il territorio ibleo. Sono certa che con le loro competenze e la loro voglia di mettersi in discussione saranno capaci di ridare dignità alla politica, di valorizzare le istanze delle persone che rappresentano. Questi sono gli obiettivi che solo una politica alta, fatta di passione e professionalità può aspirare. Tutto il resto è noia e va lasciato a chi si crede il “nuovo” e “migliore” degli altri ma nei fatti ha dimostrato di essere legato a logiche di potere degne della vecchia Dc.

Ringrazio altresì tutte le persone che in ogni parte d’Italia mi hanno sempre sostenuta, aiutata, valorizzata, apprezzata. A loro devo la mia crescita personale e politica. Ringrazio anche quelli che in tutti questi anni hanno scelto di giudicarmi attraverso la strada del pregiudizio. Questi ultimi sono stati quelli che mi hanno dato ancora più forza per combattere le mie battaglie.
Con grande rammarico e con il cuore in mano.


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