Questo sito contribuisce alla audience di

L’onorevole scrive al Papa. Ma le regole valgono per tutti

Shares

Occorre prendere atto che per quanto riguardo la fede e la Chiesa cattolica c’è troppa confusione in giro. Forse paghiamo il prezzo di anni passati a vivere di rendita su un patrimonio di una bellezza immensa. Non sempre la confusione viene dall’ esterno. A volte sono gli stessi cattolici a non rendere un buon servizio alla chiarezza.

Leggo che l’onorevole Nunzia De Girolamo ha scritto una lettera a Papa Francesco perché il suo parroco le ha vietato di fare da madrina di battesimo alla nipotina. Il parroco ha fatto solo il suo dovere. La chiesa non è nostra. Noi siamo solo dei servi. Servi che possono sbagliare e anche peccare, ma che non possono disporre a proprio piacimento dei sacramenti. Prima di essere un onore, fare da madrina è un onere.

Al battistero le saranno poste delle domande come agli stessi genitori del battezzato. Se risponderà con sincerità o con ipocrisia appartiene alla sua coscienza. La chiesa non ha mai preteso di leggere nel cuore degli uomini. Quel santuario è inaccessibile a tutti. Non si giudicano mai le intenzioni. De Girolamo non è sposata in chiesa. Una sua scelta davanti alla quale ci inchiniamo. Certo per un credente è un problema. Il matrimonio è un sacramento. I nubendi chiamano Dio a essere testimone del loro amore e a benedirlo. Dal matrimonio deriva un vincolo unico e indissolubile. Dal sacramento gli sposi attingono la forza per mantenersi fedeli fino alla morte. Per un cattolico sposarsi in chiesa non è qualcosa di poco conto.

L’onorevole ha dichiarato: «Io e Francesco abbiamo evitato il matrimonio religioso per non cadere nella pubblicità e nel gossip. Volevamo che fosse un momento privato, lontano dalle telecamere». Non entro nel merito della scelta fatta. Però. Non credo che sia la Chiesa ad attirare giornalisti e telecamere ma i personaggi più o meno famosi. Il matrimonio si sarebbe potuto celebrare in un luogo e in una data riservata. De Girolamo continua: «Devo confessare che il diniego mi ha fatto molto male. Credo che la mia situazione sia comune a migliaia e migliaia di persone alle quali oggi viene vietata la concessione dell’Eucarestia soprattutto se separate o divorziate, anche quando questa tragedia è stata subita e non cercata».

No, questo passaggio non è logico. La sua situazione non è paragonabile a quella dei divorziati risposati per il semplice fatto che lei e suo marito sono liberi da precedenti vincoli. Tanti fratelli e sorelle divorziati se potessero correrebbero volentieri a celebrare il sacramento del matrimonio ma non possono. “Di fronte a questo rifiuto mi sento smarrita. Dal papa vorrei una parola di speranza e di misericordia per noi donne e uomini cattolici in cerca di una strada”, continua.

Il nostro Dio è “buono e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia”. Della sua misericordia nessuno deve mai dubitare. La misericordia, però, che la Chiesa elargisce a piene mani, non sta a significare che le regole valgono per qualcuno si e per altri no. Sarebbe un’ ingiustizia madornale. Una vera ipocrisia. Sarebbe un inneggiare a una chiesa che si inchina ai potenti e si fa severa con i semplici. Ma non è proprio questo peccato, che tante volte abbiamo condannato in alcuni uomini di Chiesa, che vogliamo estirpare con tutte le nostre forze?

La chiesa di papa Francesco non è la Chiesa dei poveri? Delle periferie? Di chi non ha voce? L’onorevole De Girolamo, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare, sembra reclamare per sé qualcosa che non è consentito agli altri. Nella lettera che ha scritto al Papa, dopo essersi dichiarata «credente e praticante» aggiunge: «Mi chiedo e oso chiederle, Santo Padre, che cosa siano i sacramenti…».

La domanda è giusta. Forse andava rivolta al suo parroco che avrebbe potuto, con calma e serenità, darle spiegazioni. Non so perché, ma sono convinto che questo piccolo incidente ci aiuterà a riflettere sulla bellezza della nostra fede e sull’ importanza della testimonianza che tutti – laici, religiosi, clero – abbiamo l’ obbligo di rendere. Alla nipotina di Nunzia De Girolamo i nostri migliori auguri perché il battesimo che riceverà la faccia crescere sana e santa.

Fonte: L’Avvenire

One comment

  • Avatar

    gbravin

    16 Febbraio 2016 - 09:01

    Don Patriciello condivido TOTALMENTE il suo articolo!
    Molti pensano di potere impartire lezioni a chiunque solo ed esclusivamente per il loro status politico o nella Pubblica Amministrazione. Non dimentico che fu redarguito da un prefetto De Martino, perché Lei si era rivolto ad un altro prefetto chiamandola “signora”.
    Tutte le prefetture sono chiamate, e lo mettono anche sulla carta intestata: “Ufficio Territoriale del Governo!”.
    Il cattivo esempio ci viene dall’alto…..

    Rispondi

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un like a Resto al Sud

 ATTENZIONE 

Si avvisano tutti i gentili utenti di www.restoalsud.it e delle nostre pagine Social che, per motivi non dipendenti dalla nostra volontà, stanno arrivando email contenenti virus informatici dall’indirizzo di posta elettronica di Resto al Sud che invitano ad aprire un file compresso *.zip contenente un virus (riconosciuto ed eliminato comunque dai migliori antivirus), simulando una risposta ad una mail propria o di terzi ed inserendo il testo del mittente per intero.
Vi esortiamo quindi a STARE MOLTO ATTENTI alle email di questo tipo e a non aprire mai l’allegato in esse contenuto.
Grazie mille e buona giornata.

Top