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“Ormai comanda la paura…”. Tutti al festival della Mente
29 Ago 2013 10:21

Viviamo in una ”democrazia malata, anzi moribonda” dove la sovranità degli Stati e la democrazia stessa è ”soggetta alla sovranità dei mercati”.

Ma soprattutto “non siamo liberi”, intendendo per ”libertà quel concetto che si basa sul rispetto dei diritti umani. Quando questa viene confusa col mercato non si tratta di libertà, si tratta di liberismo, nemico della libertà”.

Il professor Guido Rossi, giurista, ex presidente della Consob e senatore della Repubblica, inaugurerà il Festival della Mente, l’unica mostra internazionale del libero pensare che si tiene a Sarzana (La Spezia) e che ospiterà tra gli altri anche il professor Silvio Garattini che sarà oggetto di contestazioni da parte degli animalisti per le sue posizioni sulla vivisezione.

Il Festival della Mente prende il via il 30 agosto proprio con l’incontro del professor Rossi che ha dedicato l’appuntamento a ‘La responsabilità delle idee, nel bene e nel male‘.

Un argomento che ben s’incastra con la situazione politica, culturale e economica del Paese.

‘La libertà – spiega il professore – è il più antico e complesso dei valori. Libertà è verità e giustizia e coincide con la democrazia e con i diritti umani. È una parola che viene usata a sproposito equindi in modo assai pericoloso”. Quando ‘libertà’ viene confusa con ‘mercato’ non è libertà, è liberismo e quando il liberismo è capitalistico questo è nemico della libertà”.

Un esempio, professore: ”Un salariato ha poca scelta di occupazione – ha detto il professor Rossi citando Mills -, dunque è come uno schiavo”. Viviamo in un momento storico in cui la paura la fa da padrone.

Ricordiamo il governo Monti, dicevamo che il Paese era sull’orlo della catastrofe. La paura era originata dall’esterno. Il passaggio successivo è stata una situazione conflittuale tra due dei tre poteri dello Stato: Parlamento e magistratura.

Quello che è sopravvissuto malamente a tutto questo è un governo di larghe intese nel quale ogni cosa dipende da compromessi. Guardate la legge elettorale la cui riforma tutti evitano. È un grande errore”. Insomma viviamo una‘democrazia malata, anzi moribonda”.


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