Per rilanciare il Sud occorre combattere il crimine organizzato

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Massima trasparenza della pubblica amministrazione e tolleranza zero contro criminalità organizzata e corruzione. Da questi punti fermi occorre ripartire per il rilancio del Sud.

La trasparenza e le semplificazioni della PA, la lotta alla corruzione e alle associazioni criminali sono strumenti necessari se si vuole rilanciare lavoro e imprese nei nostri territori.

La parte debole della popolazione del Mezzogiorno vorrebbe nelle istituzioni un alleato contro i violenti, i corruttori e chiunque si appropri di risorse comuni, purtroppo le risposte sono flebili.

Si dovrà, pertanto, lavorare responsabilmente e con grande efficacia per la diffusione capillare della cultura della legalità e per recidere con forza legami o sospetti di collusione di alcuni rappresentanti politici con la criminalità organizzata (e non solo).

La degenerazione dei nostri territori è incominciata con la degenerazione dei valori su cui si fonda la civile convivenza.

Siamo arrivati al punto di non veder più differenza tra coloro che sono criminali e coloro che non lo sono affatto. Al Sud arriva una ingente quantità di denaro, soldi che il Mezzogiorno non spende o spende male a causa della corruzione e del crimine organizzato dilaganti.

Tutto questo grida giustizia. Ritengo che ormai sia improrogabile cominciare a dare risposte efficaci e soprattutto lanciare un messaggio culturale ai cittadini delusi: chi denuncia va tutelato ed indicato come esempio positivo da seguire.

La riforma dei meccanismi di lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata non è più prorogabile perché oltre a cambiare un inefficace sistema giuridico-politico darebbe inizio anche ad un vero e proprio processo culturale di rinascita morale.

Noi come addetti ai lavori abbiamo il dovere di non indietreggiare di un millimetro rispetto alle riforme ed alle battaglie culturali necessarie.

Se il Sud risorge, può rimettere in moto tutto il Paese.

Vincenzo Musacchio

Vincenzo MUSACCHIO (nato a Termoli 1968), giurista. Si è laureato in Giurisprudenza nel 1992 presso l'Università degli studi “G. D'Annunzio” di Teramo con il massimo dei voti e pubblicazione della tesi in diritto penale sulla Rivista Penale diretta da Gian Domenico Pisapia. Docente di diritto penale presso diverse Università italiane, da ultimo, presso l'Alta Scuola di Formazione della Presidenza del Consiglio in Roma. Attualmente ricopre il ruolo di Presidente della Commissione Regionale Anticorruzione del Molise. Ha lavorato con OLAF sui temi della corruzione e delle frodi in ambito europeo. È membro del comitato scientifico di numerose riviste di diritto penale nazionali ed internazionali. Ha partecipato alla Commissione per la riforma del codice penale (Commissione Vassalli). Ha svolto studi e ricerche per il Consiglio dell'Unione europea in materia di tratta di esseri umani. Ha collaborato con l'Istituto Brasiliano di Scienze Criminali in un progetto internazionale sul rapporto tra economia e criminalità organizzata nell'Unione europea (IBCCRIM). È iscritto all'albo speciale degli esperti di diritto penale del Consiglio d'Europa.

Comments (6)

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    Michele

    22 Luglio 2014 - 07:37

    Sulla opportunita’ che il sud rinasca concordo ma e’ necessario che la societa’ del sud faccia rete per poter promuovere lo sviluppo e il lavoro. Una rete forte e deterrminata puo’ porre rimedio alla lentezza dell’apparato politico burocratico e garantire condizioni di sicurezza piu’ efficenti. In Capitanata stiamo creando il primo nodo di una rete informale dei territori tra Sistema Politico e Sistema Territoriale.

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        Michele Lauriola

        3 Settembre 2014 - 10:00

        Caro Vincenzo, dato il ruolo di Presidente della Commisione anticorruzione che ricopri nella Regione Molise, potresti assumere l’impegno di coordinare nella rete dei territori del Sud questo specifico settore. Il primo obiettivo che potremmo perseguire una coferenza interregionale di tutte le regioni dell’Italia del sud e insulare per delineare il percorso che il Sistema Politico e quello Produttivo potrebbero seguire, facendo rete, per porre rimedio alla lentezza dell’apparato politico burocratico e garantire condizioni di sicurezza piu’ efficenti. Sarebbe un bel segnale di efficenza e di capacità agli occhi del Governo. Pro Capitanata può essere il prototipo dei nodi provinciali e dei nodi regionali. Do la mia disponibilità a collaborare per la buona riuscita del progetto che insieme a tanti altri progetti possono determinare le condizioni di allineamento dei nostri territori a quelli del nord e dell’intera europa. I giovani talenti la nostra principale risorsa. Sta ai due Sistemi riuscire a creare le condizioni ottimali per soddisfare le loro esigenze di crescita. Dobbiamo creare le condizioni per attrarre cervelli nei nostri territori. Questa è cultura. La cultura rende i territori belli, attraenti, sicuri, produttivi e competitivi. Questa immagine è la nostra EXPO 2015 per far si che i turisti che andranno a Milano possano decidere anche di scendere al sud non solo per vedere i bronzi di Riace ma anche per apprezzare la “bella gente del sud”, il patrimonio naturale, culturale e paesaggistico sparsi in ogni angolo dei territori del sud. La rete tra i due Sistemi però deve fare in modo che l’enorme cantiere dei lavori di ammodernamento e di efficentamento delle infrastrutture pubbliche come quelle tecnologiche, della mobilità veloce, della scuola, delle opere archeologiche e d’arte, etc siano messe nelle condizioni di essere efficenti sfruttando la massa eneorme dei finanziamenti europei.

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    Domenico Nistico

    22 Luglio 2014 - 18:05

    Il lavoro svolto in Molise da Vincenzo Musacchio, Presidente della Commissione regionale anticorruzione (Co.re.a), ci rinfaccia che quello della corruzione e del malaffare è tuttora un problema grave e attuale da sconfiggere e che è necessario un maggiore impegno da parte di tutti, a partire dalla politica, in ogni parte d’Italia. Musacchio, così come tanti altri personaggi delle forze dell’ordine, della magistratura, del mondo delle imprese sono stati minacciati di morte perché svolgono al meglio il loro lavoro – “danno fastidio” – anche in condizioni non facili, intaccando le radici della subcultura dell’omertà, della violenza, dei latrocini pubblici adoperandosi per l’affermazione della cultura della legalità e della responsabilità contro le mafie, la corruzione e il malaffare. Non dobbiamo lasciarli soli, ma ringraziarli per l’attività che hanno svolto, e sostenerli per l’attività che svolgono tuttora e svolgeranno in futuro. Io sto con Vincenzo Musacchio.
    (Domenico Nistico, Imprenditore edile, da Lamezia Terme – Calabria).

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    Vincenzo Musaccchio

    22 Luglio 2014 - 21:30

    Caro Domenico, ti ringrazio per le bellissime parole che non nascondo mi danno tanta carica.

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