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Se la Lega Nord e i Meridionalisti secessionisti hanno lo stesso obiettivo

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Lo scenario turbolento globale sta mettendo a dura prova la serenità dei popoli.

Negli ultimi anni l’Italia stessa, Nazione che dovrebbe essere ‘pacifica’ costituzionalmente, ha partecipato a campagne militari occidentali in Libia, Kosovo, Afghanistan, Iraq, Somalia, ecc…

La maggior parte di questi interventi volti ‘all’esportazione delle democrazia’ puzza però, come sempre, di interessi economici. Oggi stiamo assistendo ad altre crisi strategiche come quelle in Egitto, Turchia e Ucraina. Gli esempi dell’Ucraina e della Siria sono i più lampanti per riallacciarsi al tema del secessionismo.

Si dividono i popoli in due schiarimenti, si opta per sostenere una fazione e si capovolgono i ruoli. Ecco così che si delegittimano governi e si cambiano gli assetti geo economici del Mondo…fin quando non ti trovi di fronte il Putin di turno.

In Italia il seme della discordia nasce dall’Unità stessa e, strumentalizzando il malessere dei poveri Meridionali ormai vessati da 153 anni, viene fomentato paradossalmente da partiti come la Lega Nord. Un partito che parla di sovranità monetaria, anti europeista ma allo stesso tempo scissionista nei confronti dell’Italia.

Bene, che l’Italia sia un brodo di mediocrità senza alcun ascendente internazionale e portato allo sfascio totale dai nostri politicanti servi dell’Europa, è chiaro. Ma che si chieda l’indipendenza del Veneto, l’indipendenza della Padania e l’indipendenza del Regno delle due Sicilie è quanto meno assurdo e controproducente.

Come si spiega che Lega Nord e Meridionalisti secessionisti hanno lo stesso obiettivo? Perché allora non si alleano? Queste persone sanno che questa ‘strategia’ non ha alcuna certezza del risultato? Sanno che già solo l’atteggiamento scissionista presta il fianco agli speculatori del potere internazionale per mettere le mani su tutto? L’Ucraina dovrebbe essere di esempio.

Uscire dall’EU è a mio avviso sacrosanto (basti vedere il disastro che è successo da quando ci siamo entrati…e c’è chi sta pure peggio di noi), dividere l’Italia ‘creando’ di fatto nuove Nazioni è ridicolo.

Sognando di farlo, bisogna pensare e come comportarci poi con il nuovo estero, riformare una nuova Costituzione, battere moneta, organizzarsi militarmente, ridisegnare sanità, scuola ecc…e quanti Meridionali al Nord  si ritroverebbero in Terra politicamente straniera? Sarebbe molto più facile far sì che si rispetti la Costituzione, forse.

L’Italia non è mai stata unita, è il caso e il tempo che si unisca davvero per il benessere comune, perseverare sulla strada della divisione è controproducente per tutti e non garantisce alcun risultato. Che i Meridionali siano vittime, è chiaro (il Regno fu annesso e non viceversa infatti). L’Italia unita si è consumata sul sangue dei Meridionali, e il bello è che non è stata mai ‘fatta’.

Questo è il mio personale punto di vista e penso che questi quesiti siano spunto di riflessione. Non sarebbe più ‘produttivo’ costringere il nostro patetico governo a investire al Sud, nel rispetto del Nord e permetterci di essere la Nazione pacifica, rispettosa, stupenda, potente e unica che ci meritiamo dopo anni di malcontenti? E se si lamenta il Nord (e spesso non ha tutti i torti), noi cosa dovremmo dire? L’unione fa la forza….fuori dall’Europa però.

Giuseppe Sciretta

Giuseppe Sciretta, nasce a Foggia il 13/04/1983. Il suo paese di residenza, dalla nascita fino al 2003, è Rocchetta Sant'Antonio (Fg). Dopo aver frequentato il Liceo Scientifico A. Volta di Foggia, culmina il suo percorso di studi con la Laurea in Ingegneria meccanica all'Università di Bologna, città nella quale risiede dal 2003 fino al 2009. Nel suo percorso di studi, nell'ambito di test a scelta autonoma, sostiene due esami di storia del pensiero scientifico in indirizzo filosofico, superandoli a pieni voti. In quella sede incontra e conosce la sua amata moglie Marta Masi. Appassionato sin dalla nascita di problematiche esistenziali, scienza e filosofia, amante passionale della sua terra natìa, decide di trasferirsi di nuovo, con la sua famiglia, a Rocchetta Sant'Antonio. Nel 2009 ricopre il ruolo di progettista di impianti da fonte di energia rinnovabile con la SIGMAENERGY SRL. Dopo l'esperienza come progettista, attualmente ricopre il ruolo di responsabile di area marketing e ricerca nel campo di isole energetiche. E' anche socio al 40% dell' AGRISIGMA SRL, progettista per la SIMEC SRL e socio della SAGI SRL. Si occupa di tematiche sociali e culturali con focus sul Meridione, Mediterraneo e Meridionalismo. Collabora con la Pro Loco di Rocchetta Sant'Antonio, con l'associazione culturale 'Liberamente' e con l'associazione culturale 'Vita Nuova'.

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