Una libreria può cambiare una città

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Dieci anni fa, l’apertura a Bari del Megastore Feltrinelli, cambio’ la percezione del termine ‘Libreria’.

Fino ad allora il sostantivo evocava silenzio monastico, scaffali polverosi, e varie sfumature sui toni del grigio carta. Un posto dove un ragazzino in libera uscita sarebbe entrato mal volentieri.

Dal 3 dicembre 2003, tutto cambio’ e libreria divento’ musica, colore, varietà, caffè e cioccolate calde. Un luogo aperto a tutti, sempre attento alla novità, alle realtà del territorio, con presentazioni di libri e dischi, di autori emergente ma anche di autentici divi della canzone o della letteratura.

Non c’è cittadino barese e dell’intera provincia che non vi sia entrato, anche per una volta sola. Per curiosità, per la pausa pranzo, per ripararsi dalla pioggia o per comprare uno o tanti libri.

Repubblica Bari ha deciso di festeggiare l’iniziativa chiedendo agli scrittori che hanno raccontato la città un tweet di 500 caratteri per ricordare il libro preferito acquistato in libreria, mentre la stessa Feltrinelli ha lanciato un concorso aperto a tutti i lettori e visitatori residenti a Bari e provincia.

Il premio? Libri, naturalmente.

Gabriella Genisi

Gabriella Genisi è nata nel 1965 e abita vicino al mare, a pochi chilometri da Bari. Appassionata di arte, cucina e letteratura è organizzatrice della rassegna letteraria "Il libro possibile" a Polignano a mare (www.libropossibile. com). Ha scritto numerosi libri: Come quando fuori piove, Fino a quando le stelle, Il pesce rosso non abita più qui. Alcuni suoi racconti sono presenti in antologie. Con Sonzogno ha pubblicato La circonferenza delle arance (2010) Giallo ciliegia (2011) e Uva noir (2012)

Comments (3)

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    Nicola Catacchio

    23 Novembre 2013 - 10:04

    Nasce il megastore muore la libreria.Ritenere che la libreria sia ” Un posto dove un ragazzino in libera uscita sarebbe entrato mal volentieri” equivale a sostenere che la cultura, la conoscenza, siano un evento luttuoso da evitare! Non servono luci e nastrini ma stimoli sin dalla prima infanzia, se veramente intendiamo costruire l’uomo nuovo, scevro da condizionamenti mediatici, (in)formato quindi LIBERO!

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    Gabriella Genisi

    23 Novembre 2013 - 19:56

    Gentile Nicola, l’apertura di una libreria, che sia tradizionale o megastore, rappresenta a mio avviso sempre un momento di crescita e di sviluppo per una città. Qui parliamo di libri, non di sale giochi. Cercare con nuovi strumenti, per esempio affiancare cd video o musicali alla vendita dei soli testi, per intercettare pubblici diversi, non mi sembrano atti da stigmatizzare come lei fa. Nel mio post parlo di ragazzini in libera uscita, non di ragazzini, intendendo le frotte di ragazzini nei giorni di sciopero o vacanze natalizie. Essendo madre, ho un minimo di esperienza in tal senso, e in taluni contesti e’ più facile entrare al megastore che in una silenziosa libreria.
    Per quanto mi riguarda da vera lettrice frequento ogni tipo di libreria non stigmatizzandone nessuna.
    Grazie per il suo commento.
    Gabriella Genisi

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    vincenzo

    31 Luglio 2015 - 18:50

    la vecchia feltrinelli in via dante era una libreria, quella attuale è un supermercato inutile, dove i ragazzi non acquistano libri (fanno bene, in gran parte quelli pubblicizzati fanno schifo, c’è solo un po’ di sesso e basta), al massimo qualche gadget o cd o videogioco. In una libreria vi sono i libri, divisi per argomenti, tutti gli argomenti, non accatastati senza ordine, anche vecchie edizioni, e i commessi dovrebbero essere gentili e consigliare che cosa cercare. In breve, leggere a Bari oggi è una pena (la Biblioteca nazionale non è al macello, è un macello), acquistare un libro..meglio lasciar perdere, andare su internet…

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