“Web 0.0” riflessione ironica su tecnologia ed un borgo di 400 abitanti

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Ho trovato davvero molto interessante la serie di installazioni che Biancoshock ha realizzato in questi giorni a #Civitacampomarano‬, sotto la direzione artistica di Alice Pasquini’s Art all’interno di CVTà Street Fest.

La serie è intitolata “Web 0.0” ed è una riflessione ironica – ma non priva di profondità – sul contatto “impossibile” tra la realtà della tecnologia digitale, che occupa sempre più spazio del mondo contemporaneo, e la vita di un borgo di circa 400 abitanti, situato nel cuore del #‎Molise.

In questo stesso piccolissimo paese, Alice Pasquini aveva realizzato già lo scorso anno una serie di interventi di arte urbana, restituendo ai muri di alcuni edifici del borgo le immagini delle persone che lo hanno abitato nel tempo, a partire dall’epoca in cui ci viveva suo nonno, prima di essere in gran parte abbandonato.

Penso che iniziative come questa possano essere annoverate tra le migliori pratiche della valorizzazione del territorio e del patrimonio umano del nostro Paese. #‎laculturachevince‬

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Massimo Bray

Massimo Bray è nato a Lecce, ha studiato a Firenze, vive a Roma. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia, conseguita nel 1984 e un itinerario da borsista a Napoli, Venezia, Parigi, Simancas, nel 1991 entra all’Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani, come redattore responsabile della sezione di Storia moderna dell’Enciclopedia La Piccola Treccani. Non lascerà più l’Istituto, fino all’elezione al Parlamento: nel 1994 ne diviene il direttore editoriale. In questo ruolo, mantenendo intatto il rigore che contraddistingue un’istituzione culturale di così grande prestigio, ne ha seguito l’apertura al web con grande entusiasmo. Il progetto di definire l’Enciclopedia degli italiani online è il modo di interpretare la missione della Treccani nel XXI secolo. La scelta è quella di mettere a disposizione di un numero sempre maggiore di utenti un patrimonio di conoscenza di alta qualità; la convinzione è che il nostro Paese debba elaborare nuove forme di gestione del patrimonio culturale, coniugando la forza dei contenuti con le innovazioni tecnologiche. Massimo Bray è stato anche direttore responsabile della rivista edita dalla Fondazione di cultura politica Italianieuropei, che ha tra i suoi principali obiettivi quello di elaborare analisi e riflessioni pubbliche sui nodi cruciali dell’innovazione politica ed economica europea. La fondazione è un luogo di incontro tra le diverse tradizioni culturali del riformismo italiano. Sull’edizione italiana di Huffington Post è autore di un blog dedicato all’esperienza della cultura, con particolare attenzione all’editoria tradizionale e digitale. Ha presieduto il consiglio d’amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta, che organizza il più grande festival europeo di musica popolare, dedicato al recupero della pizzica salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali, dalla world music al rock, dal jazz alla sinfonica. Grazie al lavoro del gruppo di competenze che gestisce la Fondazione e soprattutto alla straordinaria coralità dei talenti musicali coinvolti nell’Ensemble Notte della Taranta, il festival è divenuto, negli anni, un riconosciuto modello culturale che, di edizione in edizione, non cessando di produrre nuove forme di elaborazione artistica, ha cominciato a produrre interessanti economie per il territorio. Alle elezioni politiche del 2013 è stato eletto deputato nelle fila del Partito democratico e il 28 aprile 2013 è stato nominato ministro per i Beni, le attività culturali e il turismo del governo presieduto da Enrico Letta. Su Twitter è @MassimoBray.

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