La vittoria di Trump e la lezione per l’Europa

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Trump ha vinto e la Clinton ha perso. Punto e a capo.

Stavolta non è così semplice. Non ci troviamo di fronte alla classica alternanza tra democratici e repubblicani che negli Usa scandisce il ritmo della politica alla guida del Paese. Ci troviamo al cospetto di un passaggio storico. Vedremo. Non è escluso che la forza della democrazia americana sappia integrare nelle proprie regole e consuetudini anche un personaggio di rottura come Trump e gli interessi che esso rappresenta.

Una complessa, bella e per certi versi intrigante sfida per le istituzioni e la società americana. Strada facendo capiremo e valuteremo. Ma in attesa delle “lezioni americane” dobbiamo anche interrogarci sul semplice fatto che anche per l’Europa si apre una sfida. Una sfida impegnativa, ma anche capace di inaugurare percorsi inediti. In sostanza non possiamo aspettare passivamente le mosse di Trump per comprendere che gli interessi americani si rivolgono direttamente verso altri scenari, come la Russia di Putin e la stessa Cina.

L’elezione di Trump va vista come il frutto di una crisi latente tra gli Usa e l’Europa da trasformare in opportunità per fare, finalmente, la scelta delle scelte: gli Stati Uniti d’Europa. Solo in questo modo è possibile affrontare la Brexit, la crescita delle forze dell’antipolitica nei vari Paesi europei, la crisi occupazionale e sociale, l’aggressione del terrorismo islamico, la crescita di corruzione e mafie … . Gli Stati Uniti d’Europa rilanciano e aprono scenari nuovi e positivi: una politica fiscale comune per i cittadini e le imprese, un’unica politica degli investimenti in infrastrutture, innovazione, scuola ed università, nella sicurezza e nella difesa.

Insomma, un rilancio progettuale e politico dell’Europa non può più attendere.L’elezione di Trump è da raccogliere come l’ultima paradossale opportunità per rompere gli indugi e fare quelle scelte che possono finalmente fare dell’Europa uno spazio culturale, sociale, economico e politico all’altezza del cammino che l’umanità si appresta a rifare.

Giuseppe Lumia

Giuseppe Lumia è nato a Termini Imerese il 28 giugno 1960. Consulente piccole e medie imprese, formatore manager d’impresa, ha iniziato il suo impegno sociale con l’Azione Cattolica Italiana dove ha ricoperto vari incarichi: responsabile del Movimento Studenti della diocesi di Palermo, consigliere diocesano del settore giovani, vice Presidente nazionale della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana). È stato Responsabile nazionale del settore Cooperative sociali del Centro nazionale per lo sviluppo della cooperazione e dell’autogestione (Cenasca nazionale), nonché Consulente Formez per le politiche sociali del volontariato e per i soggetti sociali non profit del Mezzogiorno. Per diversi anni ha ricoperto l’incarico di Presidente nazionale del MOVI (Movimento di Volontariato Italiano), con il risultato di federare più di mille gruppi di volontariato in Italia. È tra i promotori del Terzo Settore Sociale, che raccoglie in tutta Italia esponenti del volontariato, dell’associazionismo, del lavoro e delle imprese: per coniugare legalità e sviluppo, contro la mafia e l’individualismo, per una cultura di giustizia sociale, di pace, di salvaguardia dell’ambiente. Ha promosso, inoltre, la “Costituente della Strada” ed il Movimento politico “Agire solidale”. Nel 1990 partecipa da indipendente alla fondazione del Partito Democratico della Sinistra, divenendo componente del Primo Comitato Nazionale. Aderisce in seguito ai Democratici di Sinistra, entrando a far parte della Direzione Nazionale.

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