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Al Sud due imprenditori suicidi in tre giorni

Due padri di famiglia, un imprenditore e un commerciante del Sud: in comune hanno l’età, l’uno di 54 anni e l’altro di 58, il luogo di nascita, sono entrambi di Ostuni (Brindisi), e il fiato sul collo della crisi che li ha condotti fino a decidere di togliersi la vita, a due giorni di distanza l’uno dall’altro. Non si conoscevano, le loro storie corrono su binari paralleli ma sono simili, atroci nell’epilogo.

Sullo sfondo ci sono i problemi economici che attanagliano le aziende ma anche, nella vita di ogni giorno, le singole famiglie. Nella tarda serata di ieri l’ultimo episodio. A uccidersi è stato un uomo di 58 anni, un commerciante, titolare di un bar nel centro di Ostuni la cui saracinesca è rimasta abbassata per tutta la giornata di oggi. Non dava notizie di sé da troppe ore perché i suoi congiunti non potessero temere il peggio. La polizia lo ha cercato. Il corpo è stato ritrovato in campagna, in contrada Salinola: l’uomo si era impiccato a un albero di ulivo all’interno di un suo podere.

Oltre alle ansie che gli procurava una situazione famigliare complessa, c’erano i problemi economici. Il commerciante 58enne non ha inteso spiegare per iscritto le ragioni dell’estremo gesto prima di compierlo. L’attività d’indagine avviata dagli agenti del commissariato di Ostuni ha consentito tuttavia di accertare che nei giorni scorsi gli era arrivata una comunicazione dell‘Inps: avrebbe dovuto versare 15.000 euro di contributi arretrati.

Il drammatico bollettino dei suicidi si era però aperto domenica mattina con la prima notizia choc. Un imprenditore agricolo di 54 anni, titolare anche di un capannone nella zona industriale della Città Bianca, si era impiccato legando stretta una corda al cancello della propria masseria, in contrada Molillo, all’estrema periferia della città. Era la sua masseria, la sede di un’azienda agricola che, a quanto la polizia ha poi appreso, non versava in un ottimo stato di salute.

Anche in questo caso c’erano problemi economici, forse anche con le banche. La tenuta era tutto quello che gli era rimasto, ma rischiava di perderla. Così, l’uomo, marito modello e padre di un figlio, l’ha fatta finita anch’egli senza lasciare alcun messaggio ai famigliari che, ascoltati dagli investigatori, non hanno potuto che fare riferimento al disagio economico e alle apprensioni che la vittima stava vivendo.


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